Nel 2016 l’Unione europea approvò un piano destinato a contrastare la guerra ibrida, ma il documento è rimasto largamente inattuato e “sulla carta”. La mancata attuazione lascia l’Unione esposta a nuove minacce di natura ibrida.
Una delle ragioni principali è la persistenza delle competenze nazionali in materia di difesa: i Paesi membri non hanno rinunciato alle proprie prerogative sul tema, condizionando così l’implementazione del piano comune.
Il risultato è un progetto formalmente approvato che però non si è tradotto in strumenti operativi efficaci a livello europeo, con conseguenze sulla capacità dell’Ue di reagire in modo coordinato a scenari ibridi.