Nuccio Altieri ha annunciato il ritiro della sua disponibilità a ricoprire l’incarico di presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), dopo la designazione avviata dal Consiglio dei Ministri.
In una nota, l’ex deputato leghista ha spiegato di possedere i requisiti e le competenze richieste, ma di aver scelto di rinunciare «per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale», dopo un confronto con il presidente del Consiglio e i vicepresidenti del governo.
Altieri ha ringraziato il presidente Giorgia Meloni e i vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani per la fiducia espressa con la designazione. Nella stessa nota ha espresso dispiacere per gli attacchi mediatici e le polemiche che hanno accompagnato la scelta, nonostante il suo percorso professionale e l’esperienza maturata in importanti realtà istituzionali e industriali.
La designazione, avvenuta durante il Cdm che ha avviato la procedura per la nomina dell’Anac, aveva suscitato critiche da parte delle opposizioni, che l’hanno definita troppo legata agli equilibri di maggioranza. Alcuni avevano parlato di una possibile incompatibilità; fonti di governo hanno invece dichiarato di aver valutato preventivamente e ritenuto insussistenti eventuali profili in tal senso.
Subito dopo il ritiro, fonti di Palazzo Chigi hanno comunicato che il governo «prende atto del ritiro della candidatura dell’onorevole Trifone Altieri», ringraziandolo per la disponibilità e apprezzando le valutazioni di opportunità politica che hanno portato alla decisione.
La notizia del ritiro è stata diffusa il 7 novembre 2026, giorno in cui il Cdm aveva avviato la procedura per la nomina alla presidenza dell’Anac.