Firenze, 7 novembre 2026 — Il tribunale di Firenze ha disposto l’amministrazione giudiziaria per due aziende dell’abbigliamento, la Tessilform spa, titolare del marchio Patrizia Pepe, e la Dixie srl di Signa, a seguito di un decreto richiesto dalla procura di Prato. L’intervento riguarda i rapporti con fornitori indagati per sfruttamento della manodopera e intermediazione illecita.
Le società, attive sul mercato italiano e internazionale, avevano esternalizzato parte della produzione a un’organizzazione guidata da cittadini albanesi oggetto di un’indagine per caporalato. La procura di Prato ha ottenuto il decreto dall’ufficio misure di prevenzione del tribunale fiorentino per rafforzare i presidi di controllo sulla filiera.
Il tribunale precisa che i soci non verranno spossessati e che l’amministratore giudiziario non assumerà integralmente la gestione societaria. L’intervento è finalizzato a verificare e rivedere i rapporti con i fornitori, rimuovere relazioni contrattuali non conformi e adottare o attuare modelli organizzativi e presidi di controllo idonei a prevenire fenomeni di sfruttamento del lavoro.
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno evidenziato opacità nella gestione delle imprese terziste, la presenza di società schermo e condizioni di sfruttamento della manodopera. Fra le criticità riscontrate: retribuzioni inadeguate, ritmi di lavoro estenuanti, ferie e riposi negati e impiego anche di lavoratori in nero, alcuni “anche non in regola con il permesso di soggiorno”. I soprusi sono stati rilevati soprattutto nei confronti di lavoratori stranieri, in particolare albanesi e bengalesi.
Per il tribunale, benché le società siano ritenute estranee alla filiera dello sfruttamento, hanno “colposamente agevolato l’attività di sfruttamento lavorativo, senza aver vigilato o verificato la reale capacità imprenditoriale delle imprese terziste affidatarie delle commesse”. In qualità di committenti, avrebbero dovuto effettuare controlli sostanziali e continuativi sulla filiera produttiva, sulla capacità organizzativa dei fornitori, sulla congruità dei prezzi e sulle concrete condizioni di impiego della manodopera.
Il tribunale osserva inoltre che non è contestata alle due società una partecipazione dolosa nei reati attribuiti ai soggetti agevolati; il profilo rilevante è invece quello dell’agevolazione colposa, ai sensi dell’articolo 34 del decreto legislativo n. 159 del 2011.
Tessilform ha sottolineato che il decreto “non muove alcun addebito di reato alla società, che il tribunale considera soggetto estraneo ai fatti oggetto di indagine”, aggiungendo che l’amministratore giudiziario affiancherà gli organi sociali, che restano in carica e nella piena operatività.
La Filctem Cgil Toscana ha espresso “profonda preoccupazione” per il commissariamento di Patrizia Pepe e Dixie, richiamando la necessità di eliminare lo sfruttamento tutelando il tessuto produttivo e occupazionale e difendendo in particolare chi ha meno strumenti di difesa. Il sindacato ha annunciato l’intenzione di proseguire il proprio impegno di rappresentanza, tutela e proposta.