L’ex presidente del Paraguay Santiago Peña è stato arrestato nella serata di venerdì 6 novembre nella sua abitazione ad Asunción su ordine della magistratura, nell’ambito delle indagini sul caso Ueno Bank. Lo riporta il quotidiano ABC Color, citato dalla cronaca.
L’operazione è stata eseguita dalla polizia nazionale ed è avvenuta in contemporanea con la cerimonia al Congresso nazionale durante la quale Pedro Alliana ha prestato giuramento come nuovo presidente della Repubblica, dopo la destituzione di Peña tramite giudizio politico.
Il neo presidente Alliana ha assicurato che i cittadini colpiti dalla crisi finanziaria verranno risarciti, con il breve richiamo: “Non li lasceremo soli”. Con il giuramento, Alliana completerà l’attuale mandato presidenziale, che scade nell’agosto del 2028.
Peña è accusato di responsabilità nella crisi originata dalla risoluzione della Ueno Bank e, secondo quanto riportato, resterà agli arresti a disposizione della giustizia.
La detenzione e la decisione della magistratura avevano già scatenato proteste: nella notte tra venerdì e sabato centinaia di persone, vittime del fallimento della Ueno Bank che avrebbe coinvolto circa tre milioni di correntisti, si sono radunate davanti all’abitazione dell’ex presidente per chiedere il suo trasferimento in carcere e manifestare contro la concessione degli arresti domiciliari. Alcuni manifestanti hanno lanciato pietre contro il cordone di agenti; immagini diffuse da Abc Tv mostrano una pietra che ha colpito al volto un ufficiale di polizia, inducendo la reazione delle forze dell’ordine con lanci di lacrimogeni per disperdere la folla.
A margine dell’insediamento, il presidente eletto brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha rivolto via X un augurio di successo al nuovo capo dello Stato paraguayano, esprimendo la volontà di lavorare insieme in modo aperto e collaborativo e auspicando un incontro a Brasilia per rafforzare l’agenda bilaterale e i legami storici nell’ambito del Mercosur.