Il conduttore Pierluigi Diaco ha difeso la propria intervista all’ex sacerdote Alberto Ravagnani, finita al centro delle polemiche dopo la messa in onda su BellaMa’ (Rai2). In una dichiarazione all’Adnkronos, Diaco ha definito il suo approccio «giornalismo», sottolineando che la narrazione pubblica dell’ospite invitava chiarimenti sui suoi nuovi percorsi mediatici e personali.
L’intervista, concepita per raccontare la scelta di Ravagnani di lasciare il sacerdozio, il suo libro autobiografico e l’ingresso nel cast di Ballando con le stelle, ha virato su domande sulla vita intima dell’ospite. Diaco ha chiesto, tra l’altro, se l’ex sacerdote fosse «attratto dagli uomini o dalle donne» e se avesse già sperimentato la sessualità con un’altra persona. Ravagnani ha risposto manifestando disagio e ha detto che l’intervistatore lo stava mettendo in difficoltà.
La modalità dell’interrogatorio ha suscitato reazioni immediate. Milly Carlucci, via Instagram e insieme agli autori del programma di Rai1, ha espresso solidarietà verso Ravagnani e ha richiamato la volontà di Ballando con le stelle di affrontare temi complessi nel segno dell’inclusione. Fiorello, intervenuto a La Pennicanza su Rai Radio2, ha giudicato l’intervista «sbagliata» definendola «bruttissima».
Critiche sono arrivate anche da Selvaggia Lucarelli, che ha parlato di un approccio «violento», e da Vladimir Luxuria, che ha ricordato come nessuno debba essere obbligato a parlare della propria sessualità. In senso opposto si è espressa la consigliera d’amministrazione Rai Federica Frangi: in una nota ha definito «sproporzionate» le polemiche contro Diaco, affermando il diritto del giornalista a porre domande scomode, pur riconoscendo all’intervistato il diritto a non rispondere.
Diaco, nella dichiarazione all’Adnkronos, ha ribadito che la scelta di esporsi pubblicamente comporta anche il dovere di chiarire certi aspetti della vita personale. Ha concluso l’intervento con una breve chiusa, sottolineando il suo orgoglio per il mestiere di giornalista e salutando i programmi che, a suo dire, celebrano il racconto della società.