Roma, 5 novembre 2026 — La Società Italiana di Pediatria (SIP), basandosi sui dati del ministero della Salute ed elaborazioni recenti, lancia un allarme sulle coperture vaccinali contro il morbillo in Italia. Nonostante progressi sulla prima somministrazione, la protezione complessiva resta insufficiente.
Tra il 2016 e il 2024 la copertura con la prima dose è passata dal 87,3% al 94,8%, avvicinandosi all’obiettivo del 95%. La seconda dose, invece, è ferma all’84,4% e non ha raggiunto quota utile per contrastare la circolazione del virus, con un incremento molto modesto nello stesso periodo.
I dati europei mostrano un quadro preoccupante: tra settembre 2025 e ottobre 2026 nell’Unione europea sono stati segnalati 2.325 casi di morbillo. L’Italia detiene il maggior numero di contagi, 651 negli ultimi dodici mesi, pari a oltre un quarto del totale Ue, e il 93,3% delle persone contagiate risulta non vaccinato.
Le Regioni maggiormente interessate sono Campania, Calabria, Lazio e Toscana. Nel 2024 nessuna regione ha raggiunto l’obiettivo del 95% con due dosi: la Sicilia registra il dato più basso (67,88%), mentre l’Umbria è la più vicina al target con il 94,3%.
Il presidente della SIP, Rino Agostiniani, sottolinea che la recente morte di un bambino a New York dimostra come il morbillo non sia una malattia innocua e indica la priorità di individuare e recuperare chi non è adeguatamente protetto, includendo anche adolescenti e giovani adulti.
Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della SIP, osserva che la copertura della seconda dose non solo rimane insufficiente ma ha evidenziato una lieve flessione negli ultimi anni. Russo avverte che molte persone non completano il ciclo vaccinale, lasciando aree suscettibili e chiede un impegno coordinato di tutti gli attori coinvolti: le lacune nelle coperture, avverte, “possono avere conseguenze gravissime”.