Pochi minuti dopo che i Democratici hanno ottenuto la maggioranza di Camera e Senato nei midterm 2026, il presidente Donald Trump ha dichiarato di accettare l’esito elettorale, pur annunciando che userà il potere di veto per contrastare le iniziative dei rivali politici.
Su Truth ha pubblicato l’immagine di un cappellino rosso con la scritta “Veto”, riprendendo l’idea già espressa giorni prima di diventare “Mr. Veto” in caso di sconfitta. Intervistato da Politico, Trump ha spiegato che i democratici proporranno misure che lui giudica “folli” e che metterà il veto, ma ha aggiunto che alla fine ci sarà collaborazione: i dem, ha detto, lo avrebbero già contattato per lavorare insieme.
In un colloquio telefonico con Fox News il presidente ha riconosciuto che i democratici “hanno fatto un buon lavoro” e si sono battuti duramente, auspicando una collaborazione, anche su temi come l’immigrazione. In altre interviste e post sui social ha tuttavia attribuito parte del risultato alla scarsa performance dei candidati repubblicani, rivolgendo critiche interne al partito.
Trump ha sostenuto che la sua assenza dalle schede elettorali ha influito sul risultato: ha scritto che se fosse stato candidato “avremmo vinto” con un margine schiacciante. Ha inoltre difeso il sostegno a figure come la senatrice repubblicana Darline Graham e il procuratore generale del Texas Ken Paxton, dichiarando di non avere rimpianti per quei sostegni. Tra i dirigenti presi di mira c’è stato l’ex governatore del Texas Greg Abbott, definito da Trump un RINO, ossia un “repubblicano per finta”.
Sul piano economico il presidente ha collegato il cosiddetto caro benzina a responsabilità dell’Iran, sostenendo che l’aumento dei prezzi del carburante abbia oscurato i risultati economici dell’amministrazione, che lui definisce la più grande economia di sempre.
Nonostante le tensioni, Trump ha escluso cambi ai vertici del suo governo. Al Wall Street Journal ha confermato il sostegno al segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha guidato lo sforzo bellico contro l’Iran. Riguardo all’azione militare, ha detto di non essersi pentito e ha dichiarato: “Ho fatto la cosa giusta, lo rifarei”.
Sul fronte delle presidenziali 2028 il presidente ha elogiato la qualità del gruppo repubblicano in vista della corsa, ma ha giudicato “troppo presto” fare nomi. Alla domanda su un possibile avversario democratico ha risposto di conoscerne alcuni senza però indicarli, aggiungendo che il suo appoggio viene considerato determinante nelle scelte del partito.