La morte di Francesco Ancona, trovato senza vita a bordo strada a Mortara l’11 febbraio 1987, è stata riqualificata come possibile omicidio a 39 anni dai fatti. La vicenda, archiviata all’epoca come suicidio dopo un presunto investimento da parte di una betoniera, è stata riaperta dalla Procura di Pavia nel 2024.
La consulenza autoptica affidata alla professoressa Cristina Cattaneo ha rimescolato le carte dell’inchiesta: secondo l’esame medico-legale, Ancona avrebbe subito una violenta aggressione prima della morte. Gli accertamenti indicano inoltre che nei giorni precedenti potrebbe esserci stato un tentativo di avvelenamento.
All’epoca la presenza di sostanze nel contenuto gastrico era stata interpretata come assunzione volontaria; la nuova perizia riconsidera invece quel reperto alla luce delle ipotesi investigative attuali. Sul corpo e sugli indumenti della vittima sono state rilevate tracce di benzina, elemento che gli inquirenti ritengono possa essere collegato a un tentativo di nascondere o eliminare le tracce dell’aggressione.
Due persone risultano iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta riaperta, tra cui la moglie della vittima. Le indagini proseguono sotto la direzione della Procura di Pavia.