L’estate 2026 è segnata da una serie di delitti contro le donne: tra luglio e il 19 agosto sono emerse almeno otto vicende mortali istruite come omicidi con possibile connotazione di genere, mentre la nuova norma sul femminicidio è già in vigore dal dicembre 2025.
Le vittime citate dagli inquirenti sono Luigia Fortunato (33, Loreto), Tania Sperindio (Riminese), Dafne Rebaudo (31, Tor Bella Monaca), Daniela Florea (36, Torino), Tania Terrin (39, Camponogara), Ornella Forastefano (46, Trebisacce), Joanna Rouissi (50, Colleferro) e Carmela Bifano (72, Corigliano‑Rossano). Alcuni procedimenti sono ancora in fase d’indagine e, in almeno un caso, la natura del reato di genere deve essere accertata.
Il caso di Luigia Fortunato è avvenuto a luglio: la donna è stata uccisa con 50 coltellate e il marito ha confessato; la Procura ha disposto il fermo per omicidio volontario aggravato, senza inizialmente contestare il nuovo reato di femminicidio. Nel Riminese Tania Sperindio è stata uccisa dall’ex marito, che avrebbe poi chiamato i soccorsi confessando il delitto.
A Roma la morte di Dafne Rebaudo è avvenuta la notte del 13 luglio dopo una caduta da una terrazza a Tor Bella Monaca; gli investigatori hanno ricostruito la presenza del compagno e per lui è scattato il fermo con l’ipotesi investigativa di femminicidio. A Torino Daniela Florea è stata trovata senza vita il 20 luglio: il corpo era stato occultato nell’appartamento in cui viveva dopo la fine della relazione; l’ex compagno è stato arrestato ad agosto e il fascicolo contiene accuse tra cui femminicidio.
Nel periodo di Ferragosto sono arrivate altre tragedie. A Camponogara Tania Terrin è stata uccisa dall’ex compagno Dino Keber, che si è poi tolto la vita; la donna aveva già denunciato più volte l’uomo, nei suoi confronti era stato emesso un ammonimento del Questore. In Calabria Ornella Forastefano è stata trovata agonizzante davanti al pronto soccorso di Trebisacce e è poi morta: il compagno è stato fermato al porto di Bari mentre, secondo gli investigatori, tentava di raggiungere l’Albania; il gip ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere. L’autopsia è stata disposta per chiarire le cause della morte.
Il 18 agosto a Colleferro Joanna Rouissi è stata uccisa a coltellate in casa; il marito, 69 anni, è stato fermato e la Procura di Velletri procede per femminicidio; l’aggressione sarebbe avvenuta davanti a uno dei figli. Nello stesso giorno a Corigliano‑Rossano è stato trovato il corpo di Carmela Bifano con lesioni alla testa; gli investigatori ipotizzano che possa essere stata colpita con pietre e il marito è fermato come indiziato in attesa dell’autopsia, perciò il caso non è ancora contabilizzato come femminicidio accertato.
La sequenza si accompagna anche a diversi tentati femminicidi registrati in Sardegna, Calabria, Catania e nel Bresciano, e a nuove aggressioni nelle ultime ore con arresti in Brianza e casi anche a Cattolica.
I numeri ufficiali restano parziali ma indicativi: nel Dossier del Viminale a Ferragosto si segnala che nel primo semestre 2026 gli omicidi volontari sono stati 138, rispetto ai 163 dello stesso periodo del 2025. Tra le vittime, le donne sono state 34: 26 vittime di omicidio volontario e 8 vittime del nuovo reato di femminicidio introdotto dall’articolo 577‑bis. Nel confronto con il primo semestre 2025 le vittime femminili complessive sono scese da 54 a 34, una diminuzione del 37%.
Il consuntivo del Ministero dell’Interno per il 2025 registra 97 donne uccise, rispetto a 118 nel 2024, 120 nel 2023 e 130 nel 2022; di queste 97, 85 sono state assassinate da persone riconducibili all’ambito familiare‑affettivo. Anche la serie storica ISTAT per il 2024 evidenzia che la gran parte degli omicidi di donne avviene nell’ambito relazionale: 106 femminicidi su 116 donne vittime di omicidio, pari al 91,4%, con 62 casi nella coppia e 37 per mano di altri familiari.
Segnali di maggiore emersione del fenomeno emergono anche dalle misure preventive: nel primo semestre 2026 gli ammonimenti del Questore per violenza domestica sono aumentati del 24,1%, arrivando a 3.247; complessivamente gli ammonimenti per violenza domestica e stalking sono stati 4.582.
La legge 2 dicembre 2025, n. 181 — pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 2 dicembre ed entrata in vigore il 17 dicembre — ha introdotto nel codice penale l’articolo 577‑bis. La norma configura come femminicidio l’uccisione di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio, discriminazione o prevaricazione, oppure attraverso controllo, possesso o dominio esercitati nei suoi confronti in quanto donna; la fattispecie comprende anche uccisioni legate al rifiuto di instaurare o mantenere una relazione o finalizzate a limitare le libertà individuali. La pena prevista è l’ergastolo. Fuori da queste ipotesi resta applicabile l’omicidio volontario previsto dall’articolo 575: la legge obbliga il sistema giudiziario a individuare, caso per caso, la motivazione di genere.
Nel frattempo la parola “femminicidio” è risultata la più cercata nel 2026 sul portale Treccani, dato reso noto dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana il 18 agosto, un segnale di attenzione pubblica che si intreccia alla novità normativa e alla sequenza