Zelensky azzera la vicecapo dell’Ufficio presidenziale dopo perquisizioni della Nabu

Kiev, 19 agosto 2026 — Il presidente Volodymyr Zelensky ha revocato l’incarico a Iryna Mudra, sua numero due all’Ufficio presidenziale, dopo che agenti dell’Agenzia nazionale anticorruzione (Nabu) l’hanno svegliata all’alba per eseguire un mandato di perquisizione.

La Nabu ha definito l’intervento parte di un’operazione speciale mirata a smascherare «un’organizzazione criminale guidata da un parlamentare in carica e da uno ex», che coinvolgerebbe alti funzionari dell’Ufficio del presidente. Tra le accuse mosse figurano il riciclaggio di circa 2,9 milioni di euro utilizzati come cauzione per un indagato in un’altra inchiesta per corruzione.

Mudra, che all’interno dell’Ufficio presidenziale aveva la delega alla Giustizia, è accusata anche di aver tentato di inserire persone a lei fedeli nella Nabu e di aver sostenuto la rimozione del procuratore capo anticorruzione Oleksandr Klymenko. In una intercettazione citata dagli investigatori Mudra avrebbe detto: “Se lo riconfermano siamo fregati”.

Le perquisizioni hanno riguardato anche il deputato di opposizione Vadym Stolar, l’ex parlamentare Maksym Mykytas e attività legate alla banca statale Sense Bank. Stolar, parlamentare filorusso, era già stato in passato accusato di illeciti connessi a progetti edilizi a Kiev; tra il 2014 e il 2019 era considerato una sorta di «sindaco-ombra» durante la presidenza di Petro Poroshenko. Mykytas, anch’egli già parlamentare tra il 2016 e il 2019, era stato coinvolto in casi di corruzione e appropriazione indebita tra il 2019 e il 2022.

Non è la prima tegola giudiziaria che coinvolge l’entourage presidenziale: lo scorso anno l’allora capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak si dimise ed è stato in seguito indicato come indagato in una importante inchiesta per corruzione.

La giornata di tensione politica arriva mentre il governo registra due notizie positive: il parlamento ha approvato la nomina del nuovo ministro della Difesa, Yevhenii Khmara, e si è concluso uno scambio di 103 prigionieri con Mosca.

A complicare il quadro politico sono le recenti tensioni con l’ex ministro Mykhailo Fedorov, rimosso dopo sei mesi per attriti con l’ex comandante in capo Oleksandr Syrskyi. Le proteste di piazza hanno convinto Zelensky a sostituire Syrskyi con Mykhailo Drapatyi, mentre Fedorov ha rifiutato altri incarichi, dichiarandosi disponibile solo a proseguire il lavoro di modernizzazione della Difesa. Ieri Fedorov ha anche chiesto di trovare un meccanismo per tornare al processo elettorale nonostante la guerra.

Nei giorni scorsi Fedorov si era distinto per un elogio particolarmente enfatico a Elon Musk, definito «probabilmente la figura più importante nel mondo della tecnologia e dell’imprenditoria per il nostro paese»; il magnate ha poi ricondiviso il commento su X con un’emoji a forma di cuore.

Sul fronte internazionale, oggi a Pola, in Croazia, è stato arrestato un secondo cittadino ucraino accusato dell’attentato al gasdotto Nord Stream del 2022; un primo arresto di un ex ufficiale dell’esercito era avvenuto in Italia un anno fa. Le autorità ucraine hanno sempre negato di aver ordinato l’esplosione delle condotte.

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