La Procura di Pavia ha riaperto le indagini sulla morte di Francesco Ancona, trovato senza vita a bordo strada a Mortara l’11 febbraio 1987. Ciò che all’epoca era definito un suicidio è ora oggetto di un’inchiesta per omicidio.
Una consulenza autoptica disposta dall’autorità giudiziaria e svolta dalla professoressa Cristina Cattaneo ha concluso che la vittima subì una violenta aggressione. La perizia è stata affidata nell’ambito dell’inchiesta riaperta nel 2024.
La ricostruzione formulata nel 1987 indicava che Ancona si sarebbe gettato sotto un mezzo pesante, una betoniera. Gli accertamenti medico-legali recenti rimettono però in discussione tale interpretazione: secondo la nuova ipotesi investigativa, l’uomo sarebbe stato aggredito prima di essere investito.
Gli esami hanno rilevato inoltre la presenza di sostanze velenose nello stomaco della vittima. All’epoca quei reperti vennero interpretati come assunzione volontaria; oggi gli inquirenti considerano anche l’ipotesi di un tentativo di avvelenamento nei giorni precedenti alla morte.
Sul corpo e sugli indumenti di Ancona sono state trovate tracce di benzina. Nel quadro investigativo tale elemento è valutato come possibile segnale di un tentativo fallito di disfarsi del cadavere per cancellare le tracce dell’aggressione.
Sono due le persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta riaperta, tra le quali figura la moglie della vittima.