Il governo presenta una legge di bilancio da 23,5 miliardi che cerca di coniugare sostegni a famiglie e imprese contro il caro energia e l’inflazione con il vincolo della rigorosa tenuta dei conti pubblici. Il testo è atteso nel pomeriggio in Consiglio dei ministri.
Quattordici miliardi della manovra sono destinati alle misure collegate alla National Escape Clause su energia e difesa, il cui perimetro è ancora da definire con l’Unione europea; i restanti 9 miliardi finanziano gli altri interventi.
Tra le priorità emerse c’è un pacchetto di agevolazioni fiscali rivolto ai giovani. La maggioranza sta valutando l’introduzione di una mini Irpef per gli under 30 a basso reddito e di una flat tax al 5% per i neoassunti under 35. È inoltre prevista la detassazione delle tredicesime a partire dal 2027, con un primo perimetro che potrebbe riguardare i redditi più bassi.
Sono allo studio anche altre misure sociali: una card da 300 a 500 euro per le spese sanitarie, destinata soprattutto agli anziani, mentre l’entrata in vigore della sugar tax dovrebbe essere nuovamente rinviata.
Sul fronte previdenziale la Lega spinge per una finestra di pensionamento anticipato a 64 anni per chi è nel regime misto. Per agevolare l’eventuale anticipo pensionistico la manovra potrebbe comprendere un fondo vicino a un miliardo di euro per il 2027, i cui dettagli non sono ancora definiti.
Per gli autonomi è invece prevista l’ipotesi di innalzare la soglia di accesso alla flat tax da 85mila a 100mila euro di ricavi e compensi; su questo punto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si è detto favorevole con un “tendenzialmente sì”, pur sottolineando la necessità di interlocuzioni con l’Unione europea.
Altre misure in valutazione: estensione fino a 133 kW del taglio temporaneo del bollo auto per vetture da sei a nove posti delle famiglie numerose (oggi previsto fino a 80 kW per un veicolo per famiglia), una cedolare secca per gli affitti commerciali con regole legate ai centri cittadini e possibili interventi sull’ex Ilva che includano estensioni di sostegni al reddito e incentivi all’esodo.
Resta aperta la questione del taglio Irpef per il ceto medio: reperire 1,2 miliardi per estendere l’aliquota del 33% ai redditi oltre 50mila euro appare difficile. Forza Italia aveva proposto una soluzione in due fasi (55mila euro nel 2027 e poi 60mila), mentre Giorgetti ha riconosciuto che “abbiamo un problema di ceto medio e cercheremo di dare una risposta in termini fiscali”.
Uno dei nodi centrali della manovra sono le coperture. Fonti della maggioranza indicano come ipotesi un contributo da 4,5 miliardi a carico di banche e assicurazioni, ma finora non risulterebbe un confronto avviato con l’Abi. L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha richiamato la necessità di ragionare su modalità per impiegare maggiormente le banche nella crescita.
Altri capitoli per trovare risorse prevedono un aumento degli introiti da giochi, lotterie e tabacchi e una spending review nei ministeri.
Le opposizioni attendono il testo definitivo della legge di bilancio e contestano l’impostazione del governo: il Partito democratico definisce la manovra “miope, senza una visione del futuro”, avvertendo del rischio di tagli ai ministeri e riduzione dei servizi per cittadini e imprese.