Nell’ambito dell’inchiesta sull’ex Ilva, i magistrati sostengono che la gestione delle Acciaierie di Taranto tra il 2019 e il 2024 sia stata condotta privilegiando il profitto a scapito dell’ambiente e della salute pubblica.
Secondo la ricostruzione emersa il 26 ottobre 2026, le scelte manageriali nei cinque anni considerati avrebbero fatto prevalere logiche economiche rispetto alle tutele ambientali e sanitarie.
Per questo motivo i pm hanno chiesto l’applicazione dei domiciliari nei confronti di tre persone coinvolte: Lucia Morselli, ex amministratore delegato; Alessandro Labile, ex direttore dello stabilimento; e Francesco Astorri, ex capo degli ispettori dell’Ispra.
L’inchiesta prosegue con gli accertamenti disposti dalla magistratura per chiarire i profili di responsabilità legati alla gestione aziendale nel periodo indicato.