I mercati obbligazionari registrano un’impennata dei rendimenti sotto la spinta combinata dell’inflazione, dell’aumento delle spese legate all’intelligenza artificiale e della crisi petrolifera.
Negli Stati Uniti i titoli di Stato (T-bond) sono ai livelli più alti dal 2007. In Germania il rendimento del Bund ha raggiunto quote paragonabili a quelle del 2011. In Italia il BTP si avvicina alla soglia del 5%.
Analisti e investitori indicano tre fattori principali alla base del movimento: il caro vita, che mantiene elevate le attese sull’inflazione; le maggiori risorse destinate alla tecnologia e all’intelligenza artificiale; e le turbolenze sul mercato petrolifero che hanno effetti sui costi e sulle prospettive macroeconomiche.
L’aumento dei rendimenti riflette un adeguamento dei prezzi del capitale alle nuove condizioni: costi crescenti e spese aggiuntive che incidono sulle prospettive fiscali e monetarie. L’effetto si manifesta in modo coordinato sui principali titoli sovrani, con differenze nei livelli ma con la stessa tendenza rialzista.