La sfida politica che oppone Bibi ed Eisenkot viene letta, secondo Aluf Benn, come un vero e proprio referendum tra due scelte strategiche: la guerra permanente o la strada della diplomazia.
Benn, direttore del quotidiano israeliano Haaretz, ha richiamato l’attenzione sulla portata simbolica dello scontro tra i due leader. Pur sottolineando la differenza profonda tra i due, ha avvertito che un’eventuale vittoria dell’opposizione non determinerebbe automaticamente un cambiamento nei rapporti con i palestinesi.
Nel commento riportato da Repubblica, Benn ha messo in chiaro che, anche in caso di successo dell’opposizione, “non aspettatevi una svolta immediata nei rapporti coi palestinesi”. Ha inoltre evidenziato la forte diversità caratteriale e politica tra i contendenti.
La lettura proposta dal direttore di Haaretz pone l’accento non solo sulle strategie di politica estera, ma anche sul valore simbolico del voto per l’indirizzo futuro di Israele: un bivio tra continuità bellica e una possibile apertura diplomatica, osserva Benn.