La notizia che molti serbi attendevano da quattordici anni è arrivata in diretta televisiva poco prima della mezzanotte del 26 ottobre 2026. Con voce definita dalla cronaca come rassegnata, Aleksandar Vučić ha dichiarato: «Abbiamo perso queste elezioni».
Pochi istanti dopo le strade della capitale e delle principali città sono esplose in un boato di clacson, urla e canti. Migliaia di giovani, attivisti e cittadini comuni si sono riversati nelle piazze per celebrare la vittoria della Lista degli Studenti, che ha ottenuto la maggioranza assoluta.
Il risultato ha travolto il blocco di potere del Partito Progressista Serbo (SNS), ponendo fine a anni di dominio politico del movimento. I festeggiamenti hanno assunto il valore simbolico di una cesura rispetto a due anni definiti dalla cronaca come segnati da tensioni, sanzioni e repressione delle proteste.
La mobilitazione che ha portato al trionfo elettorale era iniziata nel 2024 come protesta studentesca davanti alla stazione di Novi Sad, indicata dall’opinione pubblica come simbolo della corruzione del sistema. Quel movimento si è progressivamente trasformato in un’onda democratica che, secondo le ricostruzioni, ha infine inciso sull’esito delle urne.
La vittoria della Lista degli Studenti e la conseguente resa di Vučić segnano un momento di svolta nella scena politica serba, con la piazza che nella notte ha manifestato entusiasmo e sollievo dopo anni di mobilitazioni e contrasti.