Eugenio Finardi si è raccontato a cuore aperto nella puntata di Ballando con le Stelle, svelando frammenti inediti del suo passato: dall’ingresso nell’universo hippie e il primo incontro con le droghe fino alla scelta della comunità e alla tragedia familiare che lo ha colpito.
Finardi ha ricordato l’adolescenza influenzata da band e miti musicali, un periodo in cui, come ha detto, “scelse di essere un hippie” e provò per la prima volta sostanze. Quel periodo di uso intenso lo portò, per circa due anni, a smettere di suonare e a isolarsi anche nella sfera affettiva.
Il cantautore ha definito il momento più difficile l’inizio degli anni ’80, prima della nascita della figlia Elettra. In quegli anni conviveva con Patrizia, poi sua moglie, che era a sua volta dipendente da sostanze. Finardi ha descritto la loro relazione come una storia d’amore complessa e segnata dalla dipendenza reciproca.
La nascita di Elettra segnò una svolta: la moglie partì subito per una comunità di recupero, la bambina andò a vivere con la nonna a Vicenza e Finardi fu inviato in Canada, dove era noto al pubblico italiano. Sul funzionamento delle comunità ha riferito che occorre affrontarle “puliti, senza un passato” e ha raccontato delle regole severe imposte ai residenti, con sorveglianza e disciplina tali da limitare i contatti umani.
Parlando dell’esperienza personale, Finardi ha riconosciuto di aver cercato calore e comprensione in luoghi sbagliati e ha sintetizzato la sua visione della droga con una frase netta: “Le sostanze sono un carcere.”
La vicenda familiare si è conclusa con una perdita dolorosa: la moglie risultava positiva all’epatite C e morì a 56 anni, un anno prima che venisse individuata una cura. Finardi ha ricordato le conseguenze delle scelte compiute, sottolineando che la figlia Elettra e il figlio Emanuele sono rimasti senza madre.