Dnipropetrovsk colpita: tre morti e quindici feriti negli attacchi russi. Zelensky: pronto alla pace, nessuna cessione del Donbass

Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre la regione di Dnipropetrovsk è stata teatro di attacchi russi che hanno causato tre morti e quindici feriti. Le forze ucraine hanno riferito che dall’imbrunire al mattino si sono registrati oltre 20 attacchi in tre distretti della regione.

Nel distretto di Synelnykove si sono avute le vittime più gravi: tre persone sono state uccise e quattordici sono rimaste ferite, tra cui una bambina di 11 anni. Sono stati danneggiati edifici residenziali, negozi e veicoli. Nell’area di Nikopol un uomo è rimasto ferito e una casa privata ha riportato danni.

Anche Kharkiv e Vinnytsia sono state colpite nella stessa notte. A Kharkiv, un attacco di droni nel distretto di Novobavarskyi ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre quattro, secondo quanto comunicato dal sindaco Igor Terekhov.

A Vinnytsia un drone ha centrato un edificio residenziale di cinque piani; i danni si sono concentrati tra secondo e terzo piano, con quattro appartamenti completamente distrutti e alcune auto parcheggiate danneggiate. I soccorritori hanno estratto sei residenti dall’edificio; sei persone sono risultate ferite, di cui una è stata ricoverata. Danni sono stati segnalati anche a un impianto industriale civile e a una casa di riposo privata, dalla quale sono stati evacuati 15 ospiti. Sul posto hanno operato oltre 60 operatori con 14 mezzi per lo spegnimento degli incendi e la rimozione delle macerie.

Parallelamente agli attacchi sul terreno, Kyiv ha registrato sviluppi sul fronte diplomatico e tecnologico. Il ministero della Difesa ucraino ha annunciato il ripristino della piena velocità delle reti satellitari Starlink e Starshield di SpaceX; il ministro Yevgeny Khmara ha reso noto che i sistemi funzionano di nuovo a velocità superiori ai 400 km/h dopo le limitazioni che avevano ridotto l’efficacia operativa oltre i 160 km/h. Le restrizioni avevano generato tensioni tra Kiev e Washington, con accuse del presidente Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca e repliche di Elon Musk, che in seguito ha revocato il blocco.

Sul piano politico, Zelensky ha ribadito in un’intervista ad Abc News che l’Ucraina «è pronta alla pace», ma ha posto un limite netto: non è disposta a cedere ulteriori territori alla Russia, che attualmente controlla una parte del Paese. Mosca continua invece a chiedere il pieno controllo del Donbass, rendendo ampio il divario negoziale.

Il calendario diplomatico prevede nuovi round già dalla prossima settimana in Europa. Delegati ucraini incontreranno partner europei e gli inviati speciali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, in vista di colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina attesi per metà novembre. Secondo quanto riportato, anche il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha inquadrato il conflitto come centrato sul Donbass, osservando la contrapposizione tra le pretese di Mosca e la resistenza di Kiev a cedere il territorio.

Zelensky ha inoltre chiesto la ripresa delle forniture di missili intercettori, definendola «di estrema importanza», mentre sul terreno restano segnali contrastanti: è stata confermata una tregua umanitaria a Oleshky a partire dal 27 ottobre per permettere soccorsi e evacuazioni, ma nel contempo le ostilità non diminuiscono e Kiev ha rivendicato la capacità di colpire obiettivi logistici e industriali in profondità, tra cui un raid contro depositi a Omsk, in Siberia.

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