Bologna, 21 ottobre 2026 — Nei gruppi di messaggistica e sulle pagine social che hanno alimentato le recenti tensioni circolano appelli a proseguire le mobilitazioni: “Abbiamo appena iniziato, il 24 ottobre sarà un altro sabato di fuoco”, si legge in alcuni messaggi.
Sui canali online si sta coordinando l’organizzazione di nuove manifestazioni. Alcuni promotori insistono sulla necessità di piazze pacifiche e incentrate sulla protesta contro il caro‑vita, ma nei flussi si incrociano anche inviti e annunci di segno opposto.
Tra gli operatori della mobilitazione compaiono gruppi di ispirazione neofascista e figure descritte come “sceriffi del web” pronti a entrare in campo, secondo quanto emerge dalle conversazioni monitorate.
Non mancano messaggi e proclami riconducibili a campagne false: diverse comunicazioni hanno contribuito a disinformazione e allarmismo. Un episodio significativo riguarda Cremona, dove un falso allarme ha paralizzato la città per ore.
La dinamica delle comunicazioni e la commistione tra richieste di protesta pacifica, istigazioni e notizie infondate restano al centro dell’attenzione degli osservatori e delle forze dell’ordine.