Sigfrido Ranucci ha scelto di tornare nella redazione di RaiNews24 e ha informato la Rai della sua decisione con una mail nella tarda serata di ieri.
La scelta è ricaduta su RaiNews24, dove Ranucci avrà una delega agli approfondimenti. La destinazione era una delle tre proposte dalla Rai dopo la sua rimozione dalla conduzione di Report: le altre due opzioni erano un incarico al Tg3 o l’assegnazione a un ufficio di corrispondenza all’estero, con il Cairo indicato in particolare.
Ranucci aveva presentato un ricorso d’urgenza per ottenere il reintegro alla conduzione di Report; il Tribunale del lavoro di Roma ha però respinto la richiesta, ritenendo che la Rai avesse disposto la rimozione per risolvere le tensioni interne sorte a seguito del clamore mediatico sull’inchiesta legata all’attentato. Il ricorso proseguirà comunque nel merito.
L’ex conduttore ha presentato anche ricorso contro la sospensione di dieci giorni a lui comminata, provvedimento scaturito dall’esame della sua condotta da parte del Comitato etico Rai, che l’ha ritenuta in contrasto con le regole aziendali.
Nel febbraio 2022 Ranucci era stato assegnato alla Direzione Approfondimento in qualità di vicedirettore “ad personam”. Tornando a RaiNews24, rientra nella redazione in cui aveva lavorato dal 1999 al 2006: la testata era nata nel 1999 sotto la direzione di Roberto Morrione e Ranucci era stato nominato inviato speciale nel 2001.
Nel post su Instagram con cui ha annunciato la decisione Ranucci ha ringraziato il direttore Luca Terzulli e i colleghi del Tg3 per avergli aperto le porte in un momento difficile della sua vita professionale, e il direttore attuale di Rainews, Federico Zurzolo, per la fiducia. Ha ricordato inoltre il lavoro svolto con Milena Gabanelli dopo l’inchiesta sul fosforo bianco a Falluja (realizzata tra il 2004 e il 2005) e le indagini condotte insieme a Roberto Morrione su temi come l’uranio impoverito, la missione a Nassiriya e l’intervista perduta al giudice Paolo Borsellino ritrovata nel 2000.
Ranucci ha concluso affermando di tornare “da dove è partito” con la certezza di aver fatto quanto doveva e di aver contribuito per vent’anni al successo di Report, definito un punto di riferimento del giornalismo d’inchiesta.