Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato la disponibilità a negoziare con la Russia e ha chiesto agli Stati Uniti di esercitare maggiore pressione su Vladimir Putin, non sull’Ucraina. Zelensky ha aggiunto che il canale negoziale con gli americani rimarrà aperto e che gli Stati Uniti hanno dato un segnale per un possibile incontro, che potrebbe svolgersi già la prossima settimana in varie sedi, compresi gli Stati Uniti, paesi del Medio Oriente o paesi europei.
Zelensky ha definito la sospensione di alcune sanzioni nei confronti della Russia come una scelta sbagliata e un “premio all’aggressore”, osservando che tale decisione potrebbe dare soddisfazione a Putin. Ha inoltre sollecitato l’Europa a costruire un proprio canale negoziale con Mosca.
Sulla vicenda delle reti satellitari, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha risposto alle accuse di Zelensky relative a presunti oscuramenti di sistemi legati a Starlink distinguendo fra Starlink e Starshield. Rubio ha definito Starlink un prodotto commerciale e Starshield un sistema militare in uso alle forze armate statunitensi, al momento non disponibile per l’Ucraina. Secondo Rubio, il servizio Starlink è stato ripristinato dopo un rallentamento e non sarebbe stato “deliberatamente” ridotto su ordine degli Stati Uniti; ha inoltre dichiarato di non sapere “cosa abbia detto Zelenskyy” e ha sostenuto che gli ucraini utilizzavano Starlink per i loro droni. Rubio ha precisato che l’Ucraina ha richiesto l’accesso a Starshield per operazioni in profondità sul territorio russo, ma al momento non vi ha accesso.
La decisione del presidente statunitense Donald Trump di sospendere o congelare alcune sanzioni e dazi contro la Russia ha scatenato critiche bipartisan negli Stati Uniti. Esponenti repubblicani come Thom Tillis hanno definito la scelta “completamente irresponsabile”; Ted Cruz l’ha definita “un errore”; e il leader democratico al Senato Chuck Schumer ha affermato che si tratta di un regalo a Putin.
Nella stessa notte si è registrata un’intensa ondata di attacchi con droni verso la Russia. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, la contraerea russa ha abbattuto 1.015 droni su diverse regioni della Federazione. Il governatore della regione di Leningrado, Alexandre Drozdenko, ha riferito che nella regione sono stati abbattuti rispettivamente 126 droni e, in un altro rendiconto, 144 droni durante l’attacco su San Pietroburgo.
A San Pietroburgo il governatore della città Aleksandr Beglov ha reso noto che un attacco notturno ha provocato la morte di una persona e il ferimento di cinque. I raid hanno causato incendi, tra cui quello in un terminal petrolifero già colpito a giugno, e hanno preso di mira anche infrastrutture civili in tre quartieri e un centro dati nella regione di Leningrado. Per motivi di sicurezza è stata limitata l’attività dell’aeroporto di Pulkovo. Il social network VK ha comunicato che il suo centro dati è stato preso di mira ma che i servizi continuavano a funzionare normalmente.
Altri episodi di violenza riportati nella giornata includono: un attacco russo con droni su una nave cargo al largo di Odessa, secondo il ministero della Difesa russo; raid russi su Rivne che hanno colpito infrastrutture civili; e attacchi che hanno provocato vittime a Poltava, Zaporizhzhia e Kherson. La Romania ha inoltre abbattuto con caccia F-16 due droni russi identificati come della famiglia Geran nelle acque territoriali del Paese, secondo fonti ucraine e il ministero della Difesa di Bucarest.