Katie Zacharia è rimasta alla Casa Bianca appena cinque giorni, stabilendo il nuovo record di brevità per un portavoce. Il suo debutto davanti ai giornalisti è durato 14 minuti, con tre domande ritenute “amiche”, e ha incluso l’annuncio dell’allontanamento dall’incarico dell’ambasciatrice americana ad Atene, Kimberly Guilfoyle.
L’uscita di Zacharia ha riportato l’attenzione sulla rotazione dei portavoce che ha caratterizzato le due presidenze di Donald Trump: in totale sono stati sette i responsabili della comunicazione. La breve permanenza di Zacharia ha anche riacceso il paragone con Anthony Scaramucci, cui si fa riferimento come unità di misura dopo il suo incarico di direttore della comunicazione durato undici giorni nel 2017.
Il primo volto di quella stagione fu Sean Spicer, il cui nome rimane legato alla controversia sulle dimensioni del pubblico all’inaugurazione del gennaio 2017. Spicer sostenne che fosse stato il più numeroso di sempre, nonostante immagini che mostravano una partecipazione maggiore alla cerimonia di Barack Obama. Ammettendo di aver commesso “passi falsi”, Spicer si dimise nel luglio 2017 dopo circa sei mesi alla Casa Bianca.
Sarah Huckabee Sanders rimase in carica per due anni ed era considerata una delle collaboratrici più fidate del presidente, con un ruolo di primo piano nella campagna del 2016. Il suo mandato fu segnato da rapporti tesi con la stampa e da lunghi periodi senza briefing formali. Nel rapporto del procuratore speciale Robert Mueller risultò che Sanders aveva ammesso di aver formulato un’affermazione priva di fondamento relativa al sostegno degli agenti all’allora direttore dell’Fbi James Comey. Lasciò l’incarico alla fine di giugno 2019; oggi è governatrice dell’Arkansas.
A luglio 2019 prese il posto Stephanie Grisham, già portavoce della first lady Melania dal marzo 2017 e collaboratrice di Trump sin dalla campagna del 2015. Grisham fu la prima portavoce a non tenere nemmeno un briefing formale; meno di un anno dopo lasciò l’incarico per assumere il ruolo di capo di gabinetto della first lady.
Kayleigh McEnany fu l’ultima portavoce del primo mandato. Pur avendo criticato Trump durante le primarie repubblicane, poi divenne sua sostenitrice e portavoce. Dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 comparve brevemente davanti alla stampa per affermare che la Casa Bianca condannava le violenze in termini forti e le definì inaccettabili; il presidente non partecipò al briefing.
Nel secondo ciclo di nomine emerse Karoline Leavitt, la più giovane portavoce nella storia della Casa Bianca: aveva 28 anni quando annunciò l’uscita dall’amministrazione, motivando la decisione con la volontà di dedicare più tempo alla famiglia. Leavitt è rimasta in carica da gennaio 2025 ad agosto 2026.
La caduta di Zacharia è stata favorita anche da uno scandalo professionale: è emerso che non aveva superato l’esame per l’abilitazione forense, nonostante si fosse presentata come avvocata negli studi di Fox News. Dopo la notizia, il presidente si rivolse a Zacharia con l’osservazione “Se fossi in te ci ripenserei” (16/10/2026).