14 ottobre 2026 — Nella notte la Russia ha colpito centrali elettriche e infrastrutture energetiche ucraine, provocando blackout e danni diffusi. Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato l’attacco come un’azione dimostrativa rivolto anche agli Stati Uniti e ha chiesto una reazione forte dalla comunità internazionale.
Secondo Zelensky, le forze russe hanno impiegato 39 missili balistici e oltre 120 droni d’attacco contro impianti nel capoluogo e nella regione di Kiev e a Kharkiv. Lanciando l’allarme su X, il presidente ha indicato che «almeno 600.000 persone sono ora, purtroppo, senza elettricità» e ha parlato di danni significativi alle strutture, con vittime e feriti.
Il presidente ucraino ha esortato gli Stati Uniti e altri Paesi a non restare inerti e ha chiesto al presidente Donald Trump l’introduzione di sanzioni severe contro la Russia e la fornitura di pacchetti aggiuntivi di missili Patriot.
Intanto il consigliere presidenziale Sergei Beskrestnov ha riferito a RBC-Ucraina che per ore i servizi Starlink non sono stati pienamente disponibili per Kiev, una situazione che «ha compromesso diverse operazioni militari». Beskrestnov ha spiegato che il pacchetto militare StarShield ha iniziato a perdere le connessioni a banda larga che collegano droni e unità in campo e che le forze ucraine non hanno ricevuto preavviso della restrizione, con interruzioni di numerose missioni.
Nella sua comunicazione Zelensky ha collegato quei problemi di connettività a sviluppi politici recenti, citando la sospensione della condivisione di informazioni di intelligence tra Washington e Kiev, circostanza da lui denunciata e respinta da Trump. Il riferimento include anche un accordo sul diesel tra Russia e Stati Uniti che, secondo fonti ucraine, avrebbe come contropartita un ridimensionamento della collaborazione militare tra Kiev e il suo principale alleato.