Emergono intercettazioni giudicate inquietanti nell’inchiesta sul cosiddetto “killer delle ambulanze” che ha investito la provincia di Forlì. Al centro dell’accusa c’è Luca Spada, ventisettenne ex operatore della Croce Rossa di Forlimpopoli, ritenuto responsabile di omicidio volontario per la morte di pazienti durante i trasporti di emergenza.
Nelle telefonate finite agli atti, a Spada viene attribuita una frase che gli investigatori considerano significativa: “Ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire!”, pronunciata dall’indagato secondo quanto riportato nelle intercettazioni.
La vittima principale oggetto delle indagini è Deanna Mambelli, deceduta il 25 novembre a bordo di un’ambulanza. Al momento della morte, mentre una collega era alla guida, Spada si trovava da solo nel vano posteriore con l’anziana. La Procura di Forlì ipotizza che l’operatore abbia provocato una letale embolia gassosa iniettando aria con una siringa.
A insospettire ulteriormente gli investigatori è stato il mancato funzionamento della telecamera interna del mezzo proprio in quel frangente. Secondo gli atti, Spada si sarebbe accorto della presenza del dispositivo solo il mattino seguente. Una testimone ha riferito di aver sentito l’indagato porre alla donna domande sul perché respirasse male, condizione che a lei non risultava.
Nel fascicolo compaiono altresì macabri selfie tra le bare e rapporti con un’agenzia di onoranze funebri locale. Dialoghi intercettati suggeriscono l’ipotesi di compensi economici legati alla gestione dei funerali, evenienza che la magistratura considera però una possibile chiave del movente tra altre.
Con l’imminente apertura del dibattimento al Palazzo di Giustizia, la pubblica accusa ha intenzione di far deporre in aula circa cento testimoni. Le indagini proseguono inoltre per chiarire il coinvolgimento di Spada in altri cinque decessi sospetti avvenuti nello stesso contesto.