Tregua energetica annunciata da Trump: reazioni fredde da Mosca e Kiev, malumore politico negli Usa

12/10/2026 — Nico Piro, inviato a New York

Il giorno dopo l’attacco shock di Donald Trump contro Volodymyr Zelensky il presidente americano ha annunciato una presunta “tregua energetica” tra Ucraina e Russia. L’iniziativa non ha trovato riscontri ufficiali né a Mosca né a Kiev e ha suscitato reazioni contrastanti sul piano interno negli Stati Uniti.

Dal Cremlino è arrivata una risposta sprezzante: il portavoce Dmitry Peskov ha definito Zelensky “attualmente in preda all’isteria” e ha espresso apertura verso colloqui di pace. Dalla leadership ucraina, invece, l’annuncio è stato accolto con scherno.

Negli Stati Uniti la mossa di Trump non ha attenuato il calo di popolarità tra gli elettori: un sondaggio del Financial Times registrerebbe un peggioramento del gradimento del presidente. Analisti consultati rilevano dubbi sull’efficacia immediata dell’iniziativa per ridurre i prezzi del diesel al consumo.

La decisione ha diviso anche il partito repubblicano. L’ex vicepresidente Mike Pence ha chiesto la cancellazione dell’accordo, mentre il deputato del Nebraska Don Bacon lo ha bollato come un errore, posizione condivisa da altri colleghi Gop. Sul fronte opposto, Trump ha ottenuto il sostegno di Elon Musk, che ha criticato l’atteggiamento di Zelensky.

Tra le reazioni internazionali e quelle interne al suo stesso schieramento, l’annuncio sul diesel appare dunque più orientato alla partita politica interna di Trump in vista di un voto difficile che a un risultato immediato sui mercati o sui consumatori.

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