La Procura di Roma e le forze dell’ordine hanno avviato nuove verifiche dopo che un uomo si è presentato venerdì per denunciare il furto della propria minicar nera, lo stesso colore e tipo del mezzo segnalato nelle aggressioni avvenute tra il 4 e il 5 ottobre a Roma.
Gli investigatori dovranno accertare se il veicolo sottratto sia collegabile ai fatti avvenuti nelle zone di Monteverde Vecchio e Testaccio, dove la circolazione della microcar è al centro delle indagini. La denuncia del proprietario apre una nuova linea di indagine dopo il parziale identikit di uno degli autori: un ragazzo biondo tra i 16 e i 18 anni.
Sono sei le denunce presentate finora. Tra gli episodi, il caso più grave riguarda l’attore Davide Iacopini, 42 anni, noto per i ruoli in Diaz e Suburra: è ricoverato al policlinico San Camillo con trauma cranico, è stato sottoposto a un intervento neurochirurgico e la prognosi resta riservata. La Procura procede per tentato omicidio. La famiglia ha ringraziato il personale sanitario, la Procura e le forze dell’ordine, chiedendo rispetto per la privacy.
L’ultimo caso denunciato è quello di un uomo di 67 anni che ha raccontato ai carabinieri di essere stato avvicinato nella tarda serata del 4 ottobre in viale dei Quattro Venti da una microcar nera con a bordo due soggetti; secondo il racconto, il passeggero lo avrebbe colpito al fianco con un tubo in plastica. L’uomo non ha richiesto soccorsi.
Nel quartiere di Monteverde è cresciuta la paura per una dinamica ricorrente: passeggeri di microcar che si sporgono dal mezzo per colpire persone in bici o monopattino, provocandone la caduta e poi dandosi alla fuga. Alcune vittime si sono rialzate senza conseguenze, altre hanno riportato lesioni più serie.
La minicar è un veicolo dalle dimensioni ridotte, equiparato per legge ai quadricicli e diffuso tra i giovani non patentati delle grandi città; il mezzo ha comunque un costo elevato che non tutte le famiglie possono permettersi. Secondo dati del 2008 citati dagli inquirenti, i quadricicli leggeri presentano un indice di mortalità doppio rispetto ai mezzi a due ruote e triplo rispetto agli autoveicoli.
Al momento non trova conferma l’ipotesi che le aggressioni siano legate a una sfida organizzata sui social; gli accertamenti proseguono da parte degli investigatori per ricostruire responsabilità e dinamiche dei singoli episodi.