Parigi, 7 ottobre 2026 — Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato alla mobilitazione nazionale per la scuola pubblica, che ha visto manifestazioni di studenti, genitori, insegnanti e sindacati con città blindate e momenti di forte tensione.
A Parigi il corteo partito da Place de la République è stato il più numeroso. In coda al corteo un gruppo di circa 300 presunti infiltrati si è scontrato con le forze dell’ordine; la polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni e ha effettuato delle cariche. Incidenti analoghi si sono verificati a Lione e Strasburgo.
La protesta, partita dalla banlieue parigina, ha percorso l’intero paese con gli studenti che chiedono maggiori investimenti e politiche per la scuola pubblica. Gli istituti sono rimasti chiusi per oltre il 90%: ginnasi, licei e università non hanno svolto le lezioni.
Il bilancio ufficiale della giornata parla di 215 feriti tra gli studenti. L’episodio più grave è avvenuto a Lanz, dove a un ragazzo di 15 anni è stata amputata una mano in seguito all’esplosione di una granata.
Per favorire un confronto, il premier Sébastien Lecornu ha deciso di sospendere le lezioni e di aprire al dialogo. Nel testo diffuso dalla stessa fonte si segnala altresì che il primo ministro ha disposto la sospensione delle elezioni per domani e dopodomani, precisando che il sabato in Francia le elezioni non si svolgeranno per permettere un confronto democratico.
Le autorità interne della polizia hanno avviato 11 inchieste per accertare eventuali responsabilità sugli scontri e sulle modalità degli interventi.
Tra le spiegazioni raccolte dai manifestanti, uno studente ha descritto la difficoltà di conciliare lunghe giornate scolastiche con il lavoro a casa, sottolineando la mancanza di tempo per la vita personale.
La mobilitazione di oggi rappresenta una delle maggiori manifestazioni sul tema dell’istruzione nell’ultimo periodo, con ripercussioni sulle attività scolastiche e sulla sicurezza nelle principali città francesi.