Usa richiamano i bombardieri da RAF Fairford dopo un’indagine: Teheran protesta per Starlink e tensioni regionali si aggravano

Il 5 ottobre 2026 gli Stati Uniti hanno riportato nelle loro basi di origine i bombardieri di stanza alla RAF di Fairford, in Inghilterra, impiegati nei raid contro l’Iran. La decisione è stata presa a seguito di un’indagine su un presunto attentato pianificato presso la base, ha riferito un funzionario del Pentagono che ha parlato a condizione di anonimato.

Osservatori del settore aeronautico, tra cui la Military Air Tracking Alliance, avevano segnalato la presenza di decine di bombardieri B-52 e B-1 operativi dalla base fin dai primi giorni del conflitto con l’Iran; è stato inoltre documentato il decollo di un gruppo di B-1 nella giornata di domenica.

A Teheran è intanto cresciuta la protesta diplomatica verso Oslo. L’Iran ha convocato l’ambasciatore norvegese Paal Bjornestad e gli ha consegnato una nota ufficiale di protesta per quella che definisce la “continua inerzia” della Norvegia rispetto alle operazioni non autorizzate di Starlink sul territorio iraniano. Mohammad Hassannejad Pirkoohi, direttore generale del ministero degli Esteri iraniano, ha accusato Stati Uniti e Israele di usare il servizio satellitare di proprietà di SpaceX per promuovere agende interventiste.

Sul fronte marittimo, Ali Fadavi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha affermato che al momento non ci sono navi statunitensi nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman né nella parte settentrionale dell’Oceano Indiano. Secondo Fadavi, le forze Usa si sarebbero spostate a oltre mille chilometri dal territorio iraniano e sarebbero “vulnerabili al 100%” rispetto agli attacchi dei Guardiani della Rivoluzione.

Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha inoltre avvertito che “lo Stretto resta chiuso se non saranno soddisfatte le nostre richieste”, esprimendo la posizione di Teheran sulle condizioni per la riapertura delle vie marittime.

Nel quadro regionale, il governo dello Yemen ha annunciato l’avvio di un’offensiva militare contro i ribelli filo-iraniani, mentre la situazione tra Israele e Gaza continua a registrare sviluppi drammatici. Hamas ha reso noto che il dirigente Ali al-Amoudi è sopravvissuto a un raid israeliano a Gaza City nel quale sono morte cinque persone; tra le vittime, secondo fonti palestinesi, ci sarebbero quattro donne. L’attacco è stato confermato da Israele.

In Israele le autorità hanno avviato le commemorazioni per il terzo anniversario dell’attacco del 7 ottobre 2023: le bandiere sono state abbassate a mezz’asta alla Knesset e alla residenza del Presidente, come riportato dal Times of Israel. Il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, Eyal Zamir, ha sottolineato l’obbligo di indagare a fondo sull’accaduto per trarne insegnamenti.

Sempre nelle prime ore del mattino, le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campus dell’Università di Birzeit, a Ramallah, e hanno demolito un monumento dedicato a 40 studenti ed ex studenti uccisi dall’esercito israeliano negli ultimi decenni. L’operazione è stata descritta come l’ultima di una serie di attacchi contro l’ateneo.

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