Nella mattina del 4 ottobre 2026 un episodio di violenza domestica è culminato con la morte dell’aggressore e il salvataggio della sua compagna e della loro bambina. Il fatto è avvenuto nel quartiere Barriera di Milano, in via Cervino.
Intorno alle 9.30 i vicini hanno udito le urla provenire dall’appartamento. Secondo una prima ricostruzione il litigio, scatenato per motivi definiti futili, si era acceso inizialmente sul balcone, ma gli accertamenti successivi hanno stabilito che la coppia è poi rientrata in casa e la discussione è proseguita all’interno.
All’interno dell’abitazione il 37enne ha stretto le mani attorno al collo della compagna, una donna di 31 anni. La presa si è fatta sempre più forte fino a quando la donna è rimasta priva di sensi: quando l’uomo ha rilasciato la presa lei era a terra con i segni delle mani sul collo. Alcuni racconti raccolti parlano di un tentativo della donna di fingersi morta; le indagini hanno però rilevato che era in stato di incoscienza.
Con la bimba di un anno ancora nell’appartamento, l’uomo si è poi diretto nuovamente verso il balcone, ha posizionato una sedia e si è messo a cavalcioni sul parapetto. I vicini, che avevano assistito alla lite, lo hanno invitato a rientrare in casa, senza riuscire a fermarlo: l’uomo si è lasciato cadere nel vuoto, precipitando per circa trenta metri e schiantandosi al suolo.
I soccorritori del 118 intervenuti sul posto hanno potuto solo constatare il decesso. Quando i condomini sono entrati nell’appartamento la donna stava riprendendosi; ha poi lasciato l’alloggio insieme alla bambina e ha trovato ospitalità in un appartamento vicino. È stata visitata dai sanitari e, pur avendo ancora i segni dell’aggressione, è stata giudicata in buone condizioni generali.
I vicini hanno riferito agli investigatori di episodi di litigi in passato, ma non risultano denunce precedenti per violenze subite dalla donna. La coppia viveva nell’appartamento da circa un anno; tutti i protagonisti sono italiani.
Le indagini sono affidate ai carabinieri. L’autorità giudiziaria ha disposto la restituzione della salma alla famiglia: non è stata eseguita l’autopsia, poiché la dinamica è ritenuta sufficientemente chiara.