Una pagina poco nota della Resistenza italiana è tornata al centro dell’attenzione in un incontro svoltosi il 30 settembre al palazzo del Viminale. Al centro dei lavori la Polizia dell’Africa italiana (Pai) e il contributo dei suoi uomini nei combattimenti per la difesa di Roma dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) insieme a Vittorio Berti, presidente della sezione Anpi “Maurizio Giglio” cui hanno partecipato appartenenti alla Polizia di Stato, e da Elisabetta Branchesi, curatrice della ricerca e del database sui poliziotti caduti nella guerra di Liberazione successiva all’8 settembre 1943.
A portare il saluto dell’Amministrazione è stato Adriano Lauro, direttore dell’Ispettorato di pubblica sicurezza Viminale, in rappresentanza del capo della Polizia Vittorio Pisani. Lauro ha richiamato il valore della memoria e la responsabilità delle istituzioni nel conservarla e trasmetterla, sottolineando in particolare il sacrificio degli uomini della Pai durante la battaglia per la Capitale.
Il generale Cristiano Dechigi, dell’Associazione nazionale combattenti della guerra di liberazione inquadrati nei reparti regolari, ha offerto una ricostruzione dettagliata delle fasi della battaglia per la difesa di Roma. Utilizzando fotografie, cartografie e l’analisi dei movimenti delle unità italiane e tedesche, Dechigi ha illustrato la disposizione dei reparti e le direttrici dell’avanzata tedesca nei giorni successivi all’armistizio.
Il professor Luciano Zani, vicepresidente dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento, dalla guerra di liberazione e loro familiari, ha affrontato il tema degli internati militari italiani. Zani ha ricordato che molti di questi militari, fra i quali numerosi appartenenti alla Pai, furono catturati e internati dai tedeschi e rifiutarono in grande parte di proseguire la guerra al fianco della Germania nazista e della Repubblica sociale italiana.
L’Ufficio comunicazione istituzionale – Sezione studi storici della Polizia di Stato, rappresentato dal commissario capo Marco Giorgiutti e dall’ispettore Fabio Ruffini, ha illustrato i principali progetti dedicati alla cultura della memoria promossi dall’Amministrazione. Tra questi sono stati citati le Pietre d’inciampo per gli appartenenti alla Pubblica sicurezza vittime del nazifascismo, il lavoro di implementazione del Sacrario e le future iniziative rivolte alle scuole, con l’obiettivo di rendere la ricerca storica uno strumento di trasmissione della memoria.
È stata richiamata anche la pubblicazione del 2009 curata dall’Ufficio storico e firmata da Piero Crociani, intitolata “La Polizia dell’Africa italiana (1937-1945)”, come punto di riferimento per conoscere il ruolo della Pai nella difesa di Roma e inserirlo nel più ampio percorso della Guerra di liberazione. Nel seminario sono stati inoltre ricordati i due volumi “Fecero la scelta giusta”, dedicati ai poliziotti che si opposero al nazifascismo e a chi soccorse gli ebrei perseguitati, progetto nato da anni di ricerca per restituire nomi e storie a quanti si opposero all’occupazione nazista e al collaborazionismo fascista.
Nel corso dell’incontro è stato altresì richiamato il riconoscimento tributato nel 2025 alla Bandiera della Polizia di Stato per i caduti della Guerra di liberazione, in cui si inserisce il sacrificio degli appartenenti alla Pai caduti nella difesa della Capitale.
Una testimonianza familiare ha dato alla giornata una forte dimensione umana: Ferdinanda Mollica, nipote del tenente della Pai Antonio Mollica, caduto e decorato per il suo comportamento durante quei giorni, ha ricordato la figura dello zio, una vicenda che era rimasta a lungo in silenzio anche dentro la famiglia.
A chiudere il seminario è stata Marina Pierlorenzi, presidente del comitato provinciale Anpi di Roma, che ha ricondotto i vari interventi al valore complessivo della memoria della Resistenza e della Guerra di liberazione. La giornata ha evidenziato la necessità di approfondire e studiare ulteriormente per riportare nella storia della difesa di Roma gli uomini della Pai che, tra l’8 e il 10 settembre 1943, combatterono nelle strade della Capitale e persero la vita.