Max Parisi vola negli Stati Uniti per tentare il Daraxonrasib dopo la diagnosi di tumore al pancreas

Max Parisi, 58 anni e volto noto della radio, è volato negli Stati Uniti per iniziare una terapia sperimentale dopo che lo scorso 31 luglio i medici gli avevano comunicato che le opzioni terapeutiche disponibili in Italia si erano esaurite. Ai familiari era stata prospettata una sopravvivenza di circa uno-due mesi.

La svolta è arrivata il 26 agosto, quando la Food and Drug Administration ha approvato il Daraxonrasib, un trattamento destinato a pazienti che hanno già ricevuto altre terapie. Parisi ha i requisiti per accedervi e a breve dovrebbe ricevere la prima fornitura del farmaco; dopo quindici giorni una Tac valuterà l’efficacia del trattamento.

L’oncologa Chiara Cremolini, membro del direttivo Aiom e professoressa all’Università di Pisa, ha spiegato che il Daraxonrasib è utilizzabile nella pratica clinica americana ma non è ancora approvato dall’Ema. Di conseguenza, per ora il farmaco non è rimborsabile nei sistemi sanitari pubblici e può essere acquistato solo a carico del paziente; la copertura dipende dalle condizioni delle polizze assicurative. L’Ema sta effettuando la revisione dei dati e attende la presentazione della richiesta di immissione in commercio da parte dell’azienda produttrice.

Negli ultimi due anni Parisi ha perso circa quaranta chili a causa di chemioterapia, intervento chirurgico e radioterapia per un tumore al pancreas con metastasi al fegato. Dopo la comunicazione dei medici, aveva deciso di fermarsi, lasciando il programma Caffellatte con te di Radio Monte Carlo e avviando le cure palliative con Vidas, mentre insieme alla moglie Louise sistemava questioni pratiche familiari. Le figlie sono Sophia, 21 anni, e Vivienne, 16.

Il conduttore è partito per la California e si è temporaneamente trasferito a casa della suocera. Pur consapevole che la terapia non garantisce la guarigione, Parisi ha spiegato che può offrire tempo aggiuntivo: l’obiettivo è vivere questi mesi accanto alla famiglia. Il sintomo che ha dato il via alla diagnosi risale al 2024, quando un prurito persistente portò a esami che, dopo un iniziale sospetto di infezione biliare, hanno rivelato la neoplasia pancreatica.

Sul piano economico la terapia ha un costo rilevante: una fornitura per trenta giorni supera i 42.000 dollari, senza considerare visite e soggiorno negli Stati Uniti. La moglie Louise ha avviato una raccolta fondi online che ha superato i 115.000 dollari, somma sufficiente a sostenere circa due mesi di trattamento. Dopo questo periodo Parisi dovrà tornare in Italia.

In parallelo alla terapia, Parisi e il fratello Alessandro stanno cercando di favorire l’accesso al farmaco anche in Italia, valutando la possibilità dell’uso compassionevole. La vicenda del conduttore ha attirato attenzione anche per le implicazioni pratiche e regolatorie sulla disponibilità del Daraxonrasib nei sistemi sanitari europei.

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