Processo a Oakland contro Meta: 29 Stati chiedono cambiamenti strutturali e oltre 200 miliardi

È iniziato oggi a Oakland, in California, il processo che vede 29 Stati americani contro Meta Platforms per gli effetti dell’uso dei social network sui minori. L’accusa sostiene che Facebook e Instagram siano stati progettati per favorire un utilizzo compulsivo tra bambini e adolescenti, contribuendo a una crisi della salute mentale giovanile.

I procuratori generali guidati da California, Colorado, Kentucky e New Jersey chiedono a Meta oltre 200 miliardi di dollari di risarcimento per presunte violazioni delle norme a tutela dei consumatori. Nei documenti depositati dall’azienda, Meta avverte che le sanzioni potenziali potrebbero arrivare fino a 1.400 miliardi di dollari, cifra vicina alla capitalizzazione del gruppo.

L’obiettivo principale della causa non è soltanto un risarcimento economico, ma l’imposizione di cambiamenti al design delle piattaforme a livello nazionale. I procuratori chiedono restrizioni sull’accesso dei minori e la rimozione di funzioni come lo scroll infinito e l’autoplay, oltre a limitazioni per strumenti ritenuti incentivanti del consumo continuo di contenuti. Vengono inoltre contestati algoritmi che massimizzerebbero il coinvolgimento e filtri estetici che, secondo l’accusa, possono influire su ansia e percezione del corpo.

La vicenda riprende in parte le rivelazioni fatte nel 2021 dalla whistleblower Frances Haugen: l’accusa intende infatti utilizzare migliaia di documenti interni e le testimonianze di ex dipendenti ed esperti come prove durante il dibattimento.

Meta respinge le accuse e afferma di aver investito per proteggere gli adolescenti, senza ingannare i consumatori sulla sicurezza dei servizi. Tra le misure citate dalla società c’è Instagram Teens, pensato per utenti tra i 13 e i 17 anni con impostazioni di privacy e contatti più restrittive. L’azienda sostiene inoltre che gli Stati non hanno dimostrato che i propri residenti abbiano effettivamente subito i danni descritti e che la verifica dell’età sia un problema che riguarda tutto il settore tecnologico.

Il titolo di Meta a Wall Street ha registrato un calo del 3,53% poche ore prima delle arringhe iniziali. L’avvio del processo arriva in un contesto giudiziario già molto intenso: negli Stati Uniti sono state depositate migliaia di cause contro Meta e altre grandi piattaforme con accuse simili di progettazione di meccanismi che favorirebbero l’uso compulsivo.

Alcuni procedimenti precedenti hanno prodotto verdetti rilevanti: a marzo in California Meta e YouTube sono state ritenute responsabili in una causa per danni personali e una giovane donna ha ottenuto 6 milioni di dollari; all’inizio di agosto un giudice del New Mexico ha disposto per Meta il pagamento di quasi un miliardo di dollari per violazioni delle norme sulla tutela dei consumatori legate alla sicurezza dei minori.

Il processo di Oakland, il cui dibattimento potrebbe durare dalle quattro alle sei settimane, potrebbe avere conseguenze di ampia portata. Tra i testimoni più attesi ci sono il fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg e il responsabile di Instagram Adam Mosseri. La giuria, composta da otto persone, avrà però un ruolo soltanto consultivo: la decisione finale e sull’eventuale ammontare dei danni spetterà alla giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers.

Nel solo trimestre tra aprile e giugno di quest’anno Meta ha dichiarato di aver speso più di 2 miliardi di dollari per spese legali, segno dell’impatto economico che le numerose cause stanno già avendo sull’azienda.

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