Russia Unita conquista una maggioranza record alla Duma: 57,83% dei voti e circa 355 seggi

Mosca, 21 settembre 2026 — Russia Unita ha ottenuto il risultato migliore della sua storia nelle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato: con il 57,83% dei voti di lista il partito vicino a Vladimir Putin dovrebbe arrivare a controllare circa 355 dei 450 seggi, rafforzando la maggioranza costituzionale.

Secondo i dati preliminari, la quota di seggi complessiva attribuita a Russia Unita raggiungerebbe il 78,89% dei seggi in palio alla Camera bassa. Il primato precedente del partito risaliva al 2016, quando entrarono in Parlamento 343 deputati; alle elezioni del 2021 Russia Unita aveva ottenuto il 49,82% dei consensi.

Al secondo posto si è classificato il Partito Comunista con il 13,81%, seguito dal Partito Liberal Democratico con l’8,93% e da Nuova Gente con il 7,97%. Russia Giusta non ha superato la soglia di sbarramento del 5%. L’unico partito dichiaratamente pacifista, Yabloko, non otterrebbe seggi nella Duma nazionale: la sua corsa era stata limitata dalle autorità ai soli collegi uninominali. Yabloko risulta comunque rappresentato nella Duma regionale di Novgorod, avendo superato la soglia del 6%.

La Commissione elettorale centrale ha comunicato un’affluenza del 59,32%, il livello più alto degli ultimi 15 anni. Nel computo la Commissione ha incluso per la prima volta anche i territori ucraini occupati dalla Russia, dove si è votato in questa tornata.

La campagna elettorale è stata definita una delle più monotone e meno competitive degli ultimi due decenni: molte voci di dissenso sono state silenziate tramite arresti e procedimenti giudiziari, e i partiti hanno svolto una presenza pubblica limitata. Secondo analisti indipendenti, un’affluenza così elevata appare irrealistica nel contesto di una campagna elettorale «inesistente»; gli stessi osservatori indicano come possibili segnali di irregolarità le frodi, la mobilitazione coatta dei dipendenti pubblici e la scarsa trasparenza del sistema di voto elettronico.

Gli osservatori internazionali dell’Osce non sono stati invitati a monitorare il voto. Allo stesso tempo, gli osservatori graditi al Cremlino hanno certificato la correttezza delle operazioni di voto. Osservatori di partito hanno denunciato forti pressioni e restrizioni nell’accesso ai seggi.

Il Cremlino aveva impostato la consultazione come un referendum sul presidente e come strumento di legittimazione dell’escalation militare in corso. Dopo l’annuncio della vittoria di Russia Unita, il portavoce della presidenza Dmitri Peskov ha ribadito che “L’operazione militare speciale in Ucraina continua”.

La Duma uscente era stata già descritta dagli esperti come una «macchina da guerra»: ha sostenuto le misure di finanziamento del conflitto, approvato norme repressive contro il dissenso e accompagnato l’integrazione dei territori occupati. Il nuovo Parlamento, con una maggioranza ancora più ampia, dovrebbe proseguire su questa linea, anche se persiste l’incognita su una possibile nuova mobilitazione.

Tra gli osservatori invitati dal Cremlino, lo storico italiano Angelo D’Orsi ha dichiarato di essere rimasto colpito dall’attenzione dedicata a correttezza e “trasparenza” delle operazioni di voto.

ARTICOLI CORRELATI

Okoye evita la polemica su Belen e parla del ritorno dopo la squalifica

Maduka Okoye dichiara di non voler commentare la questione su Belen e affronta in un'intervista la squalifica per scommesse e il riscatto in campionato.

Assemblea Onu a New York: 130 leader, assenze di Xi e Modi e tensioni tra Israele, Iran e attori regionali

All'Assemblea Onu a New York 130 capi di Stato, assenti Xi e Modi. Escalation diplomatica: attacchi verbali di Netanyahu, contatti Usa-Iran via Qatar e nuovi scontri nel Golfo.

Bargnani: “Ho sfidato Bryant”. Vent’anni dopo l’Nba, l’ex azzurro spinge per Roma e un basket oltre lo sport

Andrea Bargnani, 20 anni dopo l'esordio in Nba e ora executive advisor di Lega, racconta di aver "sfidato Bryant" e chiede crescita del basket a Roma.

Sesno: la sospensione dei reporter è illegale, frutto della rabbia di Trump e destinata a essere annullata

L'ex corrispondente dalla Casa Bianca per la Cnn, Sesno, definisce illegale la decisione sui reporter, la collega alla rabbia di Trump e prevede l'annullamento giudiziario.