Ergastolo confermato per Davide Fontana: la Corte di Milano riconosce la premeditazione nell’omicidio di Carol Maltesi

La Corte d’Assise d’appello di Milano ha confermato la condanna all’ergastolo per Davide Fontana, ritenuto responsabile dell’omicidio premeditato di Carol Maltesi, la 26enne uccisa l’11 gennaio 2022 a Rescaldina. I giudici hanno riconosciuto le aggravanti della premeditazione e della crudeltà.

Si tratta del terzo processo d’appello sul caso, deciso dal collegio presieduto da Enrico Manzi dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio precedenti sentenze proprio sul punto della premeditazione. Con questo verdetto si chiude il sesto procedimento giudiziario legato al delitto.

La sorella della vittima, Anna, tra le parti civili rappresentate dagli avvocati Anna Maria Rago, Riccardo Terron e Manuela Scalia, ha commentato: “Speriamo che sia finita stavolta, ma non ci credo più, siamo al sesto processo”. Ha inoltre escluso qualsiasi disponibilità a un incontro previsto dalla giustizia riparativa, cui l’imputato era stato ammesso in precedenza.

I giudici hanno altresì dichiarato la subvalenza delle attenuanti generiche rispetto alle aggravanti e hanno confermato le pene accessorie. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni. La difesa, assistita dall’avvocato Stefano Paloschi, ha già annunciato che presenterà ricorso, aprendo la strada a un ulteriore procedimento.

Durante i processi è emerso che Fontana, ex bancario, avrebbe agito perché non accettava la decisione di Carol di trasferirsi fuori da Rescaldina. La giovane, originaria di Busto Arsizio e di origine italo‑olandese, si era avvicinata al mondo del porno durante la pandemia e pubblicava contenuti su OnlyFans con l’alter ego Charlotte Angie.

Secondo l’accusa, la vittima fu legata, imbavagliata e incappucciata mentre veniva uccisa con 13 martellate e una coltellata. Il delitto sarebbe avvenuto durante la realizzazione di un video a sfondo pornografico che Fontana avrebbe organizzato tramite un profilo falso per venderlo su OnlyFans. Dopo l’omicidio, il corpo sarebbe stato sezionato in 23 parti, conservato in un congelatore e poi abbandonato in un dirupo a Borno, nel Bresciano; i resti furono ritrovati il 21 marzo 2022.

In precedenza alcuni provvedimenti avevano portato a caricare diverse condanne e annullamenti: tra gli atti citati nel dibattimento figura anche una condanna a 30 anni. Con la conferma dell’ergastolo il processo proseguirà probabilmente fino alle ulteriori impugnazioni.

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