Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha escluso che la società si quoterà in Borsa nel 2026, spiegando che al momento la priorità è la sicurezza dello sviluppo dell’intelligenza artificiale.
In un’intervista a Fortune, Altman ha detto che non è il momento opportuno per procedere con un’Ipo e ha precisato che la quotazione non avverrà nel 2026. La decisione arriva a poche settimane dal deposito in via riservata della documentazione per l’offerta pubblica iniziale, che aveva alimentato le speculazioni su un debutto imminente sui mercati.
Secondo Altman, le preoccupazioni legate alla sicurezza dell’IA e la necessità di una collaborazione tra aziende e governi rendono inopportuna l’apertura del capitale. Ha inoltre indicato l’importanza di dare priorità all’allineamento delle tecnologie prima di accelerare la quotazione e ha suggerito che OpenAI e altre società del settore potrebbero presto concordare un patto per rallentare lo sviluppo dell’IA.
Altman ha aggiunto che l’azienda non subisce pressioni per quotarsi: l’Ipo avverrà quando l’attività e il contesto sociale che circonda la tecnologia saranno ritenuti adeguati.
A giugno il New York Times aveva riferito che OpenAI stava valutando di posticipare l’Ipo, un’operazione che potrebbe attribuire all’azienda una valutazione di mille miliardi di dollari, spostandola dall’anno in corso a quello successivo. Tra i fattori presi in considerazione all’epoca c’era il caso SpaceX, con un’impennata iniziale della valutazione seguita da un rapido calo. Anche l’instabilità dei mercati globali e il recente aggravarsi del conflitto legato all’Iran, che ha fatto salire i prezzi del petrolio e le previsioni sull’inflazione, sono stati indicati come elementi di contesto rilevanti.