L’Italia rinuncia alle sanzioni ai coloni israeliani, Tajani: “Scelte con l’Ue”. Pd e 5S accusano Roma

Il governo italiano ha deciso di non aderire alle sanzioni rivolte ai coloni israeliani, indicando come riferimento una decisione a livello europeo. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha spiegato la scelta con la necessità di una posizione comune dell’Unione.

La posizione del capo della Farnesina ha suscitato immediate critiche dalle principali forze d’opposizione. Il segretario del Pd, Elly Schlein, e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, hanno definito il comportamento del governo “vergognoso”, esprimendo forte disappunto per l’uscita dalla linea delle sanzioni.

La vicenda, riportata venerdì 9 settembre 2026 da Repubblica, ha riaperto il confronto politico interno sulla politica estera e sul coordinamento con le istituzioni europee. I toni dello scontro rimangono alti, con le forze di opposizione che contestano la scelta comunicata dal ministro.

ARTICOLI CORRELATI

Telefonata tra Putin e Trump, missili su Kiev: Zelensky chiede un vertice a tre

Putin ha parlato al telefono con Trump. Missili sono tornati su Kiev, Zelensky sollecita un vertice a tre. Il Cremlino parla di assicurazioni e l'Ue accorda deroghe sui Patriot.

Al festival di Avs i segretari del campo largo insieme: «Stop all’avanzata neonazista»

Alla festa nazionale di Avs i segretari del campo largo — tranne Matteo Renzi — sono saliti sul palco insieme, con lo slogan «Stop all’avanzata neonazista».

Le accuse sul 7 ottobre rimettono in discussione la campagna elettorale di Netanyahu

Le responsabilità sul massacro del 7 ottobre tornano al centro della campagna elettorale israeliana: ciò complica la corsa del primo ministro Netanyahu.

Londra e undici Paesi avviano misure contro i coloni israeliani; Israele chiude il consolato a Londra

Gran Bretagna e altri 11 Paesi annunciano sanzioni per i coloni israeliani, guidati da Gb e Francia. Israele risponde chiudendo il consolato a Londra.