Funerali di Ratko Mladic a Belgrado, Bruxelles e Sarajevo condannano. La Bosnia ritira personale diplomatico

Le esequie di Ratko Mladic celebrate il 7 settembre a Belgrado con onori militari hanno scatenato una forte reazione politica a livello europeo e nella regione, con la Bosnia-Erzegovina che ha annunciato il ritiro della maggior parte del personale diplomatico dall’ambasciata a Belgrado.

La cerimonia, officiata dal patriarca Porfirije nella chiesa di San Luca, ha visto soldati dell’esercito serbo portare la bara, avvolta nella bandiera, fino al cimitero. Diversi ministri del governo serbo hanno partecipato; migliaia di persone erano presenti ai funerali. Tra i partecipanti figuravano il leader nazionalista serbo-bosniaco Milorad Dodik e l’ambasciatore russo in Serbia, Alexander Botsan-Kharchenko. Il presidente Aleksandar Vučić non era presente, mentre suo figlio Danilo ha partecipato alla cerimonia.

Mladic, generale serbo-bosniaco condannato per crimini di guerra e per il genocidio commesso durante la guerra di Bosnia tra il 1992 e il 1995, era deceduto mentre scontava una condanna all’ergastolo. La sua figura è ancora considerata un eroe da molti in Serbia e la sepoltura con onori ha provocato dure condanne.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa hanno definito le immagini del funerale “uno shock”, condividendo lo stesso messaggio sui social media. I due leader hanno rimarcato che il sostegno ufficiale e la partecipazione di alti funzionari serbi sono profondamente deplorevoli e contraddicono i valori che dovrebbero guidare il percorso di avvicinamento della Serbia all’Unione europea.

La reazione bosniaca è stata netta. Il ministro degli Esteri della Bosnia-Erzegovina, Elmedin Konaković, ha annunciato il ritiro della maggior parte del personale dell’ambasciata a Belgrado e ha dichiarato che, se potesse, interromperebbe immediatamente le relazioni diplomatiche con la Serbia. Bakir Izetbegović, leader del Partito d’Azione Democratica, ha chiesto sanzioni e l’inserimento in una lista nera per chi glorifica Mladic, definendo i funerali un serio monito per tutta l’Europa. Izetbegović ha inoltre accusato l’attuale leadership politica della Serbia e dell’entità della Republika Srpska di non essersi allontanata dall’ideologia che ha portato al genocidio e ad altri crimini negli anni ’90.

Il ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic, era presente e si è schierato con la famiglia del defunto, affermando che le autorità hanno contribuito a mantenere l’ordine durante la cerimonia per garantire che si svolgesse in modo “dignitoso”, mentre secondo la famiglia la situazione era sotto controllo.

L’episodio rischia di complicare il percorso di adesione della Serbia all’Unione europea. La commissaria per l’Allargamento Marta Kos aveva avvertito in precedenza che la glorificazione della figura di Mladic sarebbe stata incompatibile con i valori europei. La Commissione monitora la situazione in vista della relazione annuale sull’allargamento, prevista tradizionalmente tra fine ottobre e inizio novembre: in quella sede saranno evidenziati progressi e carenze dei paesi candidati, compresa la Serbia. Un portavoce della presidente della Commissione ha detto che la questione è al vaglio.

Nel quadro politico europeo è tornata anche la polemica sui rapporti tra il partito SNS di Vučić e il Partito popolare europeo (PPE). L’eurodeputato sloveno dei Verdi Vladimir Prebilič ha esortato il PPE a non fungere da rifugio per il partito serbo che celebra criminali di guerra, segnalando come la vicenda dei funerali abbia attirato l’attenzione di forze politiche a Bruxelles, anche alla luce del ruolo di spicco che alcuni esponenti europei del PPE rivestono nelle istituzioni comunitarie.

ARTICOLI CORRELATI

Il Bernabéu e il “Miedo Escénico”: l’ombra storica che attende l’Inter nella notte di Champions

Santiago Bernabéu, il "Miedo Escénico" evocato da Valdano e García Márquez: la storia delle sfide tra Real e Inter, dagli episodi clamorosi degli anni ’80 alle trasformazioni del 2024.

US Open 2026: l’Italia fuori dai quarti, Zverev elimina Darderi e chiude la corsa azzurra

US Open 2026: l'Italia resta senza tennisti nei quarti a New York. Luciano Darderi battuto da Alexander Zverev; Musetti, Berrettini e Cobolli eliminati nei turni precedenti.

Colpo al Museo Renoir di Cagnes-sur-Mer: quattro opere trafugate, valore stimato 9 milioni

Quattro opere di Renoir rubate nella notte al Museo Renoir di Cagnes-sur-Mer; un quadro abbandonato, due sospetti ripresi dalle telecamere. Valore stimato: 9 milioni.

Petrolio e gas in rialzo, Brent vicino a 99 dollari; mercati europei partono in lieve calo

Brent a 98,6$ al barile e gas a 73,60 €/MWh; timori per attacchi nello Stretto di Hormuz. Milano apre -0,33%, Francoforte -0,12%, Parigi -0,20%.