Tensione in Medio Oriente: Stati Uniti colpiscono tre petroliere iraniane, Teheran minaccia reazioni e l’UE condanna possibile sfollamento a Gaza

Il comando centrale degli Stati Uniti ha reso noto che le forze americane hanno colpito tre petroliere iraniane dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica aveva lanciato missili balistici contro due navi statunitensi in pattugliamento nella regione. L’episodio ha acuito una nuova ondata di tensioni nel Golfo e nella regione.

A Teheran l’agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha confermato che una petroliera è stata colpita vicino all’isola di Kharg e ha precisato che non si registrano vittime. Altri media iraniani hanno riferito di esplosioni nella zona e di un’altra petroliera colpita che trasportava petrolio; in mattinata era circolata la notizia di una piccola nave colpita da quattro missili vicino a Kharg con evacuazione dell’equipaggio in corso.

La risposta iraniana è stata netta: un portavoce del comando unificato Khatam al-Anbiya ha avvertito che se gli Stati Uniti continueranno blocchi navali e attacchi contro navi iraniane, l’Iran potrà compiere attacchi “più severi e potenzialmente più estesi” contro navi militari statunitensi. Sul fronte statunitense, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha scritto che, nel caso in cui l’Iran spari alle navi americane, le petroliere iraniane verrebbero distrutte e affondate, aggiungendo che la flotta iraniana è indifesa.

L’escalation ha spinto l’ambasciata degli Stati Uniti in Bahrein a emettere un allerta di sicurezza, invitando i cittadini americani nella regione a “esercitare una maggiore vigilanza” e segnalando che l’Iran ha preso di mira infrastrutture civili, incluso il settore alberghiero di Manama. L’avviso citava anche la possibilità di cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e disagi per i viaggi.

Intanto la crisi regionale si riverbera su altri fronti. L’Unione Europea ha definito “inaccettabile” l’ipotesi, attribuita a Israele, di sfollare quasi due milioni di civili nella Striscia di Gaza, richiamando la necessità di proteggere i civili e garantire il passaggio degli aiuti. Christian Wigand, portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, ha detto che l’Ue lavora con Stati Uniti, G7 e partner internazionali per contribuire alla de‑escalation e che Bruxelles è pronta ad adottare ulteriori misure per salvaguardare la propria sicurezza, compresa la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, ha condannato la violenza dei coloni in Cisgiordania definendola un atto terroristico e ha parlato di “conseguenze gravi” per gli episodi di violenza nella regione. Nel corso della sua visita a Turmus Ayya, Huckabee ha negato che esista un piano da parte del governo israeliano per trasferire i palestinesi fuori da Gaza contro la loro volontà.

Il conflitto ha prodotto vittime anche al confine settentrionale: il Ministero della Salute libanese ha aggiornato il bilancio degli attacchi israeliani a quattro morti e circa 30 feriti, riferendo che la maggior parte delle vittime — tra cui una ragazza di 18 anni — è deceduta nella zona di Nabatieh; ci sono feriti anche nella Bekaa occidentale e nel distretto di Tiro.

Nella Striscia di Gaza il Ministero della Salute locale ha registrato 17 palestinesi uccisi e 27 feriti nelle ultime 48 ore, basandosi sui dati ospedalieri: negli scontri dall’entrata in vigore dell’attuale cessate il fuoco lo scorso ottobre sarebbero 1.344 i morti confermati e 4.464 i feriti, con 815 corpi recuperati dalle macerie. Secondo il ministero, restano ancora vittime intrappolate sotto le macerie o disperse per le strade, non ancora raggiunte dalle squadre di soccorso.

La situazione nello Yemen registra una recrudescenza dei combattimenti tra forze governative sostenute dall’Arabia Saudita e i ribelli Houthi. Fonti mediche e militari parlano di decine di morti negli ultimi scontri, che si sono concentrati sul controllo di un punto d’accesso al Mar Rosso e seguono settimane già segnate da violenze sempre più intense.

Nel frattempo, in Iran sono arrivate altre notizie interne: il Corpo delle Guardie ha annunciato di aver smantellato in Sistan‑Baluchestan una presunta “squadra terroristica affiliata” a Israele e Stati Uniti, uccidendo due persone; inoltre i media statali hanno riferito dell’esplosione di un’autocisterna in un’autostrada dell’Iran occidentale che ha causato dieci morti.

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