Clooney a Venezia: Leone d’oro alla carriera e attacco al governo americano. Festival sotto accusa per le poche registe in concorso

George Clooney ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera all’apertura della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, manifestazione che quest’anno è stata segnata anche da polemiche sulla scarsità di registe in concorso.

La megastar, 65enne e ora cittadino francese, ha sfruttato il palco veneziano per attaccare il governo degli Stati Uniti, definendolo una “kakistocrazia”, termine usato per indicare un paese governato dalle persone meno qualificate. Clooney ha inoltre osservato che viviamo in un’epoca in cui chi detiene il potere e la ricchezza alimenta la paura reciproca fra le persone.

Riguardo al proprio percorso professionale, Clooney ha descritto la sua carriera come il risultato di “una serie di fortunate coincidenze”, ricordando di aver raggiunto il successo relativamente tardi e inizialmente grazie alla televisione.

La decisione della Mostra di inserire soltanto due film diretti da donne in concorso ha suscitato forti critiche. Una delle registe presenti ha firmato il film in co-regia con un uomo e il suo titolo è stato aggiunto alla selezione con ritardo. Alberto Barbera, direttore artistico del festival, ha giustificato la scelta richiamando la presunta minore qualità dei film presentati.

A prendere posizione con parole critiche è stata anche Maggie Gyllenhaal, presidente di giuria, che ha sottolineato l’esistenza di un problema sistemico e la difficoltà per le registe di ottenere finanziamenti per i loro film.

Sul fronte della selezione, si è registrata l’assenza delle principali case di produzione americane, via che era già emersa a Cannes e a Berlino. Questo ha lasciato spazio a pellicole indipendenti: il film d’apertura è “Ink” del britannico Danny Boyle, che racconta la storia del tabloid The Sun e del suo proprietario Rupert Murdoch; l’attore Guy Pearce interpreta Murdoch e lo stesso magnate si è detto molto contento dell’interpretazione. In programma anche “Primetime”, con Robert Pattinson nel ruolo di un conduttore televisivo senza scrupoli ispirato a Chris Hansen.

Fuori concorso sono stati annunciati vari documentari su figure note: “Musk”, della durata di 3 ore e 45 minuti sulla carriera del proprietario di Tesla e SpaceX, e “Don’t Look Back in Anger”, dedicato ai fratelli Gallagher e alla band Oasis.

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