Nuova escalation Usa-Iran: Teheran annuncia attacchi contro installazioni statunitensi, Washington smentisce e apre indagini

L’escalation tra Stati Uniti e Iran si è ulteriormente inasprita il 3 settembre, con Teheran che ha rivendicato attacchi contro presunte installazioni statunitensi nel Golfo e Washington che respinge parte delle accuse e avvia verifiche su morti e feriti civili.

Secondo il comunicato della tv di Stato iraniana, l’esercito ha colpito con missili e droni depositi, hangar e sistemi di comunicazione nelle basi aeree Ahmad al-Jaber in Kuwait e Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti. In altri passaggi della cronaca regionale Teheran ha reso noto di aver preso di mira basi Usa in Iraq, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti come rappresaglia per i raid statunitensi.

Un funzionario americano citato da Al Jazeera ha però affermato che «non sono state colpite» basi Usa negli attacchi annunciati dall’Iran. Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha inoltre comunicato di aver reindirizzato 87 navi commerciali, rese inoffensive tre unità e salito a bordo di due imbarcazioni nell’ambito del blocco navale regionale.

Il vicepresidente Usa JD Vance ha annunciato che gli Stati Uniti stanno indagando su un attacco aereo che, secondo le autorità iraniane, avrebbe colpito una festa di nozze a Sirik. Vance ha detto di voler «sapere cosa è successo» e ha sottolineato che la Casa Bianca tornerà a negoziare con Teheran solo «se smetterà di prendere di mira le navi commerciali» nello Stretto di Hormuz. Vance ha anche riferito che la Cina sarebbe disponibile a collaborare su misure volte a isolare finanziariamente l’Iran.

Le notizie sulla festa di nozze sono al centro di contestazioni. Fonti iraniane parlano di un bilancio iniziale di quattro vittime e quasi 70 feriti, poi aggiornato dalle autorità sanitarie a cinque morti dopo il decesso di una 22enne ricoverata. Il ministero della Salute iraniano ha poi fornito un dato complessivo degli attacchi Usa tra il 30 agosto e il 2 settembre: 18 morti e 142 feriti.

Il New York Times, citando l’analisi di un esperto e filmati dei frammenti recuperati, ha scritto che la bomba impiegata nell’attacco a Kuhestak (conseguente alla festa) sarebbe di fabbricazione americana; Centcom aveva respinto l’accusa di aver preso di mira civili, affermando che le sue forze non mirano intenzionalmente a popolazioni non combattenti.

Sullo sfondo della crisi, gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni per garantire il transito commerciale nello Stretto di Hormuz: la Cnn ha riferito che la Marina Usa ha scortato 40 petroliere che trasportavano complessivamente 18 milioni di barili di petrolio, in quella che è stata descritta come la più ampia operazione di scorta dall’inizio del conflitto.

La comunicazione della Casa Bianca è stata inoltre al centro di polemiche interne: il segretario al Commercio Howard Lutnick si è scusato dopo aver affermato erroneamente che non vi fossero vittime militari americane nel conflitto con l’Iran; in realtà, dagli inizi delle ostilità a febbraio sono morti 18 membri delle forze armate Usa, secondo quanto riportato nella cronaca. Il Pentagono, intanto, ha disposto anche modifiche terminologiche interne: una email dell’Aeronautica, rilanciata dalla Cbs, ha indicato di non utilizzare più il nome “Operation Epic Fury” per riferirsi alle azioni nell’area del Centcom.

Le tensioni hanno prodotto reazioni internazionali e regionali. Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha condannato «tutti gli attacchi ai civili» dopo il raid sul matrimonio denunciato dall’Iran. In Medio Oriente, oltre agli scambi diretti tra Washington e Teheran, si registrano iniziative diplomatiche e movimenti di truppe e risorse: la narrazione pubblica del presidente Donald Trump ha sottolineato il controllo statunitense sullo Stretto di Hormuz e la disponibilità a nuove azioni militari, mentre dall’altra parte iraniana sono arrivate minacce di una tattica «asimmetrica» e attacchi mirati alle rotte marittime.

ARTICOLI CORRELATI

Terme di Traiano, restaurati esedra sud-occidentale e galleria ipogea con il Pnrr

A Roma concluso il restauro dell'esedra sud-occidentale e della galleria ipogea delle Terme di Traiano con il Pnrr Caput Mundi: conservazione e accessibilità.

Cinque agenti del commissariato Anzio‑Nettuno in carcere: accuse di traffico di droga, peculato e accessi illeciti alle banche dati

Cinque poliziotti del commissariato Anzio‑Nettuno sono in custodia cautelare, indagati per associazione a delinquere, traffico di cocaina, peculato, falso e accessi abusivi.

Quattro persone con lesione midollare tornano a camminare grazie alla neurostimolazione

Tre ragazzi e una ragazza con lesione midollare completa hanno ripreso a camminare grazie a neurostimolazione controllata dal movimento del tronco, studio Sant'Anna e San Raffaele.

A Venezia 83 l’accusa di Ashley St. Clair: “Mi offrirono 40 milioni per il silenzio”, il caso nel doc di Alex Gibney

Ad aprile a Venezia 83 l'ex compagna di Elon Musk, Ashley St. Clair, denuncia un'offerta da 40 milioni per il suo silenzio. Il racconto è nel documentario di Alex Gibney.