Spari al rave di Aarau: arrestato un 43enne svizzero, una giovane italiana uccisa e sei feriti

Un uomo di 43 anni è stato arrestato dopo essersi costituito per la sparatoria avvenuta nella notte tra sabato e domenica al rave party organizzato da Urban Agency Events ad Aarau, in Svizzera. Nella violenza è rimasta uccisa la 22enne italiana Maria Spinelli; altre sei persone sono state ferite.

Secondo gli inquirenti, l’arrestato — cittadino svizzero residente nel Canton Giura — ha confessato il reato alla polizia e ha riferito di avere problemi di salute e sofferenza psicologica. Le autorità hanno annunciato una perizia psichiatrica.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Lenzburg‑Aarau, hanno portato al sequestro nel veicolo dell’uomo di tre armi registrate a suo nome: una pistola e due fucili d’assalto del tipo AK‑74. Gli accertamenti preliminari indicano che l’uomo è arrivato in auto, ha proseguito a piedi e avrebbe sparato circa 40 colpi con un fucile d’assalto in direzione dei partecipanti, per poi tornare verso il parcheggio.

La polizia cantonale e il comandante Michael Leupold hanno riferito che, allo stato attuale, non emergono elementi che coinvolgano altre persone: l’ipotesi è quella di un atto commesso da un solo individuo. Le ipotesi di reato contestate sono omicidio intenzionale, lesioni personali e violazione della legge sulle armi.

Maria Spinelli è stata raggiunta da un colpo alla parte superiore del corpo che ha interessato organi vitali. I genitori della ragazza hanno effettuato il riconoscimento della salma nelle procedure formali svoltesi nel primo pomeriggio di martedì 1 settembre. Tra i feriti, quattro uomini e una donna erano inizialmente indicati tra i 24 e i 27 anni; in un aggiornamento gli inquirenti hanno confermato che le persone ferite sono sei. Due dei coinvolti sono italiani: hanno riportato ferite lievi ed erano stati dimessi in giornata.

I testimoni hanno raccontato che la sparatoria è iniziata intorno alle 2.30, quando molti partecipanti stavano lasciando l’area. Le esplosioni iniziali sono state prese per fuochi d’artificio; poi è scoppiato il panico. Un giovane ha detto di aver tentato di rianimare Maria con un massaggio cardiaco senza riuscirci. Altri presenti hanno riferito che gli spari parevano provenire dall’esterno dell’area del rave.

Dopo la notizia, è partita una task force italiana guidata dall’Incaricato d’Affari dell’Ambasciata d’Italia a Berna per assistere le famiglie dei connazionali coinvolti. La premier Giorgia Meloni ha espresso cordoglio e vicinanza ai feriti, sottolineando il monitoraggio tramite la Farnesina e le rappresentanze diplomatiche. Anche il capo del Dipartimento Federale degli Affari Esteri svizzero, Ignazio Cassis, ha espresso condoglianze all’Italia.

La famiglia di Maria, tramite l’avvocato Bruno Gallo, ha chiesto che le indagini proseguano con rigore perché — sostengono — le circostanze non sono ancora pienamente chiarite. Il legale ha inoltre posto l’accento sulla necessità di accertare come l’uomo potesse detenere legalmente armi nonostante i problemi psichiatrici che gli vengono attribuiti.

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