Nepal e Tibet, bilancio oltre mille vittime: tre italiani ancora dispersi

La devastante ondata di maltempo sull’Himalaya ha superato la soglia di mille vittime accertate tra Nepal e Tibet, mentre il numero dei dispersi supera quota 4.400. Tra le persone di cui non si hanno notizie ci sono tre cittadini italiani.

Le autorità nepalesi indicano almeno 987 morti nel territorio nazionale; al versante tibetano sono state confermate 16 vittime. Il totale dei dispersi segnalato è di circa 4.462: 3.916 in Nepal e 546 in Tibet. Le forti piogge hanno causato inondazioni e frane che hanno travolto villaggi, infrastrutture e valichi di confine.

Tra i dispersi figurano tre italiani. Marco Ratto, 50 anni, gioielliere originario di Rapallo, era in Nepal per un itinerario di trekking in solitaria. Ratto aveva trascorso la notte del 25 agosto nel villaggio di Timuré insieme ad altri tre turisti stranieri; risulta disperso dalla mattina successiva e, secondo quanto riportato, si presume fosse nei pressi dell’edificio della dogana di confine quando si è abbattuta la “bomba d’acqua”.

Gli altri due italiani scomparsi sono la coppia italo-svizzera composta da Patrizia Marziale e Luca Barachini, entrambi 52enni e residenti a Lugano. I due stavano compiendo un viaggio di dodici tappe da Lhasa a Kathmandu: il loro ultimo contatto con i familiari risale a mercoledì, quando hanno inviato un breve video poco prima che la piena fluviale travolgesse la valle al confine tra Nepal e Tibet.

Nel frattempo due turisti italiani rimasti bloccati sul posto sono rientrati in Italia. Giovanni Fassini e Marco Lombardi, entrambi bresciani, sono atterrati all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio dopo essere stati bloccati per ore lungo le strade nepalesi devastate. Al loro ritorno hanno testimoniato la drammaticità della situazione e sottolineato la necessità di aiuti internazionali urgenti per sostenere il Paese.

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