Grand Canyon, inondazione lampo: due morti, circa 15 escursionisti dispersi e decine evacuati

Un’inondazione improvvisa nel Parco nazionale del Grand Canyon ha provocato la morte di due persone, ha lasciato circa quindici escursionisti dispersi e costretto all’evacuazione decine di visitatori. L’evento è avvenuto sabato pomeriggio, rendendo necessarie ricerche e chiusure per motivi di sicurezza.

La piena lampo, iniziata intorno alle 14:30 locali (le 22:30 in Italia), è stata innescata da forti piogge sull’altopiano di Kaibab. Le acque hanno trascinato massi di grandi dimensioni, strutture metalliche e altri detriti lungo il fiume Colorado, creando correnti fangose e violente colate lungo i sentieri.

Il corpo di una delle vittime è stato recuperato nei pressi di Crystal Rapids, sul Colorado. Per la seconda vittima non sono stati forniti ulteriori dettagli nella ricostruzione diffusa dalle autorità del parco.

Le immagini girate dai frequentatori mostrano torrenti di acqua fangosa che scorrono sotto i ponti pedonali e lungo i sentieri, con tronchi e detriti trascinati dalla corrente. Inizialmente si era parlato di oltre venti persone disperse; il numero è poi stato aggiornato a circa quindici.

Almeno 62 persone sono state evacuate dalla zona interessata, secondo segnalazioni del National Park Service, che ha disposto la chiusura preventiva di diverse aree a rischio. Sono interdette al momento Phantom Ranch, il Bright Angel Campground, l’intero North Kaibab Trail fino a Phantom Ranch, il Black Bridge, il Silver Bridge e il Colorado River al traffico fluviale, fino a nuovo avviso.

Il servizio del parco ha chiesto a chiunque abbia informazioni su escursionisti o viaggiatori presenti nel Bright Angel Canyon e nell’area di Phantom Ranch nel pomeriggio di sabato di mettersi in contatto con le autorità. Le ricerche includono anche persone che potrebbero essersi trovate sul North Kaibab Trail, chi ha soggiornato al Bright Angel Campground o chi si trovava nella zona nota come “the Box”, a nord di Phantom Ranch.

Tutte le aree a rischio sono state chiuse in previsione di ulteriori temporali, con le autorità che avvertono sul rischio di nuove inondazioni lampo, colate di detriti, caduta di massi e variazioni delle condizioni di sentieri e corsi d’acqua.

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