Il 18 agosto una vasta esercitazione a sorpresa della Nato ha colpito l’exclave russa di Kaliningrad, interrompendone capacità chiave e rendendola temporaneamente “cieca”. L’operazione è stata condotta con l’obiettivo di dissuadere la Russia da una possibile provocazione nei confronti dei Paesi baltici.
L’azione, riporta Repubblica, è stata pianificata come misura di deterrenza e si è svolta senza preavviso. L’effetto sull’area di Kaliningrad è stato descritto come un vero e proprio isolamento virtuale dell’exclave.
Secondo la ricostruzione fornita dal giornale, l’intervento Nato mirava a scoraggiare Mosca dal compiere gesti ostili contro i Paesi baltici, nella cornice delle crescenti tensioni regionali. L’esercitazione ha avuto carattere imponente e a sorpresa, elementi valutati decisivi per il risultato ottenuto.
L’episodio è stato interpretato dagli osservatori, sempre citati da Repubblica, come una risposta preventiva capace di limitare le opzioni di escalation di Mosca nella regione baltica.