Gomes Tavares dal Camerun: conosce alcuni arrestati, rifiuta di parlare della bomba e assicura che tornerà in Italia

Douala, Camerun — In un’intervista esclusiva al Tg1, Gomes Tavares, descritto come il factotum di Valter Lavitola, ha confermato di conoscere alcune delle persone arrestate nell’ambito dell’indagine sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, ma si è rifiutato di rispondere sulle dinamiche dell’esplosivo.

Tavares ha parlato dal Camerun e ha negato di essere fuggitivo: “Non sono latitante”, ha detto, aggiungendo che se avesse voluto scappare andrebbe in Russia, dove sostiene di avere contatti e dove, a suo dire, non sarebbe possibile chiedere estradizione. Subito dopo ha assicurato che tornerà in Italia per parlare con i magistrati e che il rientro è già concordato con il suo legale.

Il giornalista del Tg1 era giunto in Africa tre giorni fa, prima ad Addis Abeba e poi a Douala, seguendo le tracce di Tavares. La troupe lo ha rincorso nei luoghi segnalati in città, dal locale considerato più in voga alle palestre dove, secondo il servizio, Tavares ha lavorato come istruttore dopo una carriera da ex atleta MMA ed ex pugile. Alcune persone incontrate in palestra hanno detto di non averlo visto da settimane.

Nel corso dell’intervista Tavares ha evitato di entrare nel merito delle accuse riguardanti la bomba indirizzata a Ranucci. Pur dichiarando di non conoscere personalmente il conduttore Rai, ha ammesso che potrebbe averlo incontrato a Cefalù in passato. Riguardo a Lavitola, detenuto e indicato dai carabinieri come presunto mandante dell’attentato, Tavares ha inviato un messaggio di sostegno: “Resisti ed esci presto”, e, sollecitato sulle affermazioni rese dall’ex editore, ha osservato che “ognuno è responsabile di quello che dice e che fa”.

Il viaggio africano era in parte legato a un piano che avrebbe dovuto vedere Lavitola raggiungere il continente lo scorso luglio, impedito però dall’arresto operato dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato a Ranucci.

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