Disperso in Nepal l’orefice di Rapallo Marco Ratto: attivata la macchina diplomatica per gli italiani

Marco Ratto, cinquantenne titolare di un’oreficeria di Rapallo, risulta disperso dopo le inondazioni che hanno colpito il Nepal. L’uomo si trovava nella zona devastata durante un viaggio iniziato dieci giorni fa, tappa di un trekking che aveva rimandato una prima volta per un piccolo infortunio.

La famiglia di Ratto, che gestisce da generazioni un negozio di orologeria e oreficeria nel centro di Rapallo, è in contatto con la Farnesina e attende sviluppi. Il cognato Andrea Bernardin ha detto: “Siamo sgomenti e senza parole”. Con loro ci sono la sorella, i nipoti e la compagna di Ratto.

Anche il Comune di Rapallo si è mobilitato. La sindaca Elisabetta Ricci ha riferito che l’Unità di crisi della Farnesina ha confermato che il cittadino rapallese figura tra le persone di cui si stanno cercando notizie e ha detto: “Siamo molto preoccupati”.

L’Ente nazionale del turismo del Nepal ha inserito due cittadini italiani nell’elenco dei turisti dispersi; la Farnesina ha confermato che sono tre i connazionali al momento ancora irreperibili. Nell’area colpita risultavano registrati sulla piattaforma “Dove siamo nel mondo” circa 90 italiani. Il ministero degli Esteri ha disposto l’invio di personale da Kathmandu dall’ambasciata italiana a New Delhi per rafforzare l’assistenza ai connazionali.

I dati diffusi dalle autorità nepalesi si basano su informazioni fornite dai tour operator e possono essere imprecise. Secondo la Farnesina, della decina di connazionali inizialmente non rintracciati questa mattina restano tre casi specifici.

Stando alle comunicazioni ricevute dalla famiglia, Ratto stava uscendo dal Nepal verso il Tibet: l’agenzia di viaggi cinese che avrebbe dovuto prendere in carico il gruppo ha perso i contatti al valico; informazione confermata anche dall’agenzia nepalese. Sempre tra le persone di cui si cerca conferma figura una coppia italo-svizzera che viaggiava dal Tibet verso il Nepal; sulla loro posizione mancano i riferimenti dell’agenzia e non c’è ancora certezza che abbiano attraversato il valico.

Tra gli italiani coinvolti nel disastro figurano anche Giovanni Fassini, 42 anni, commercialista, e Marco Lombardi, 26 anni, pasticcere, entrambi bresciani: i due, rimasti bloccati mentre cercavano di raggiungere Katmandu, dovrebbero arrivare in giornata nella capitale con un volo da Pokhara. Il fotografo toscano Stefano Tumolo, che risultava tra i turisti italiani in Nepal, è stato invece portato in salvo a Katmandu e ha commentato: “Sono salvo per grazia divina”.

Il dramma si estende anche in Tibet, dove le autorità cinesi hanno evacuato gli abitanti di diverse comunità a rischio per il potenziale collasso di un lago formatosi dopo l’alluvione lampo. Secondo il ministero delle Risorse idriche cinese, citato dalla televisione di stato Cctv, il bacino contiene circa due milioni di metri cubi d’acqua e potrebbe riceverne altri tre milioni nei prossimi tre giorni; si prevede che il livello massimo venga raggiunto il primo settembre. Il dipartimento delle Risorse naturali del Tibet ha reso noto che le evacuazioni a valle sono state effettuate in sicurezza e il ministero ha dispiegato squadre di monitoraggio idrologico e condotto simulazioni per supportare le operazioni di emergenza.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso il cordoglio del Governo alle famiglie delle vittime delle alluvioni in Nepal e nella regione tibetana e ha annunciato l’attivazione di una “task force Nepal”. Ha disposto l’invio di una delegazione dall’Unità di crisi di Roma per creare un punto di assistenza a Katmandu e l’invio di personale dell’ambasciata a Nuova Delhi a Katmandu per rafforzare la presenza sul posto. La Farnesina è al lavoro per rintracciare i connazionali ancora senza contatto e garantire loro assistenza.

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