Sono in corso nel penitenziario romano di Rebibbia gli interrogatori di Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, due dei quattro indagati ritenuti presunti esecutori dell’attentato dinamitardo ai danni del giornalista Rai Sigfrido Ranucci, avvenuto a ottobre 2025 a Pomezia.
I due sono ascoltati dal pubblico ministero su richiesta dell’ufficio inquirente. Tre dei quattro indagati sono attualmente in carcere. I legali dei quattro, gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, hanno annunciato che i loro assistiti “risponderanno alle domande del pubblico ministero” e forniranno la loro versione dei fatti.
Gli indagati sono contestati per strage, detenzione di esplosivo e danneggiamenti. Secondo Pagliarulo, la deposizione potrà contribuire a chiarire “qual era la loro posizione e i confini del mandato” ricevuto.
Il difensore ha poi ribadito la posizione della difesa sulla qualificazione del fatto: Pagliarulo ha affermato che non sussiste l’aggravante mafiosa, definendo già caduta tale ipotesi, e ha sostenuto che i quattro non dovrebbero trovarsi in carcere da tempo. Ha inoltre fatto presente l’esistenza di misure alternative alla detenzione, ritenendo assenti il pericolo di fuga e sostenendo che eventuali rischi di reiterazione del reato potrebbero essere gestiti con misure meno afflittive.
Nel frattempo la vicenda ha avuto ricadute anche all’interno della redazione di Report. Gli inviati del programma, in attesa della decisione della Rai sulla possibile sostituzione del conduttore Sigfrido Ranucci, hanno diffuso un documento in cui si dichiarano contrari a un commissariamento esterno della trasmissione e si oppongono all’ipotesi di un conduttore o capoautore esterno alla guida del programma.