Dopo la morte di Anna Rosa torna un video a difesa di Wakefield: i fatti smentiscono la tesi

Dopo la morte della piccola Anna Rosa Bartolotta, quattro anni, a Palermo per difterite, è tornato a circolare un video che tenta di riabilitare Andrew Wakefield, il medico britannico al centro della polemica sui vaccini e l’autismo.

La bambina, il cui nucleo familiare risiede nel quartiere Zen di Palermo, non era stata vaccinata perché i genitori ritenevano che le vaccinazioni avessero provocato l’autismo in un parente. Un cuginetto della stessa età, invece regolarmente vaccinato, ha contratto la difterite senza sviluppare sintomi gravi. I genitori di Anna Rosa sono indagati per omicidio colposo.

Il filmato, diffuso dal canale Byoblu con la voce di Massimo Mazzucco, presenta Wakefield come vittima di una persecuzione dell’industria farmaceutica e sostiene la validità del suo studio originario. Si tratta, secondo le verifiche disponibili, di una ricostruzione fuorviante che seleziona elementi fuori contesto.

Nel 1998 Wakefield pubblicò su The Lancet uno studio su dodici bambini che avanzava l’ipotesi di un collegamento fra il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) e l’autismo. La casistica era limitata e lo studio non dimostrava un nesso causale. Alla pubblicazione seguì una conferenza stampa in cui Wakefield sconsigliò il vaccino trivalente, provocando un calo delle vaccinazioni nel Regno Unito.

Nel 2004 un’inchiesta del giornalista Brian Deer sul Sunday Times emerse che Wakefield aveva ricevuto oltre 400.000 sterline da uno studio legale che preparava cause contro produttori di vaccini, senza dichiarare quel conflitto di interessi alla rivista. L’inchiesta denunciò anche procedure invasive su alcuni bambini senza le necessarie approvazioni etiche e manipolazioni dei dati clinici. Dieci dei dodici coautori ritirarono la firma.

The Lancet ritrattò parzialmente il paper nel 2004 e lo ritrasse definitivamente nel febbraio 2010; il direttore della rivista, Richard Horton, dichiarò che le affermazioni del lavoro erano «del tutto false». Nel maggio 2010 il General Medical Council britannico concluse la più lunga indagine del suo genere e radiò Wakefield per gravi violazioni della condotta professionale, incluse imputazioni di disonestà. Nel 2011 il British Medical Journal definì il lavoro una «frode elaborata».

Il video di Byoblu cita anche la sentenza del 2012 che riguarda il professor John Walker-Smith, coautore dello studio. Quel ricorso portò il giudice Mitting dell’Alta Corte a cancellare la condanna di Walker-Smith, ritenendo il panel del GMC «inadeguato e superficiale» in alcune valutazioni e constatando che Walker-Smith aveva agito nell’interesse clinico dei piccoli pazienti. Tuttavia il provvedimento sul singolo coautore non estende l’assoluzione a Wakefield né riguarda le accuse di disonestà, conflitti non dichiarati e alterazione dei dati a suo carico, che non erano oggetto di quel ricorso.

Numerosi studi successivi hanno investigato il presunto legame vaccini-autismo. Una meta-analisi pubblicata su Vaccine nel 2014 ha esaminato i dati di oltre 1,2 milioni di bambini provenienti da cinque grandi studi e non ha riscontrato alcuna associazione. Risultati analoghi sono stati confermati dalla Cochrane Collaboration.

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