Sigfrido Ranucci ha commentato a Cerveteri, prima della tappa del suo tour “Diario di un trapezista”, l’incertezza sul suo futuro a Report: secondo il giornalista non sarebbe nelle intenzioni dell’azienda che lui resti alla conduzione della trasmissione. Ranucci ha aggiunto che non è la prima volta che si tenta di allontanarlo dalla trasmissione.
La Rai, intanto, sta predisponendo tre proposte per il suo nuovo incarico. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, il comune denominatore delle ipotesi è il ritorno del giornalista in una testata giornalistica, ma non è chiaro se il ruolo previsto sarà «ad personam» come l’attuale qualifica o operativo. L’ad Giampaolo Rossi è al lavoro sulla definizione delle proposte insieme alle direzioni interessate e all’ufficio legale.
Ranucci ha detto che valuterà le offerte che gli saranno presentate, ma ha escluso un trasferimento che rappresenterebbe per lui “un tornare indietro”. Ha sottolineato l’importanza della memoria e delle competenze della squadra di Report, definendo prioritaria la lealtà verso il pubblico e la trasmissione più che il proprio ruolo personale.
Il giornalista ha ricordato episodi del suo passato professionale per contestualizzare le tensioni con l’azienda: ha citato, tra gli altri, tentativi di allontanamento legati a un’intervista su Borsellino nel 2000, all’inchiesta su Fallujah nel 2005 e a una vicenda relativa a un Autogrill. Ha inoltre richiamato l’impatto personale di queste vicende, affermando di non essere disposto a tornare indietro dopo quanto accaduto alla sua famiglia, tra cui la bomba sotto casa.
Sul capitolo delle minacce e dell’attentato subito, Ranucci ha ricordato che l’ex faccendiere Valter Lavitola è in carcere e che i magistrati lo ritengono il mandante. Ha precisato che, se avesse ritenuto reale un rischio dalle parole di Lavitola, lo avrebbe denunciato, e che ora eventuali elementi saranno forniti ai magistrati.
Nel difendere il proprio percorso professionale, Ranucci ha riaffermato di avere la coscienza a posto dopo 35 anni in Rai: ha ricordato di essere nato in azienda come assistente di programma e di non avere avuto sponsor politici o sindacali, citando figure come Roberto Morrione e Milena Gabanelli tra i colleghi che lo hanno accompagnato nel lavoro. Ha inoltre elencato le tappe della sua carriera nella Rai: assunto nel 1997 come redattore a Rai International, assegnato nel 1999 a Rai News 24 e nominato inviato speciale nel 2001; dal 2006 ha collaborato con Report come autore, nel 2013 è diventato capo redattore e nel dicembre 2016 ha assunto la conduzione dopo l’uscita di Milena Gabanelli. Nell’ottobre 2020 è stato nominato vice direttore dell’unità “Informazione, ReportLab” della Direzione Rai 3 e nel febbraio 2022 ha ottenuto la qualifica di vice direttore ‘ad personam’ della Direzione Approfondimento, mantenendo transitoriamente l’incarico in Direzione Rai 3 fino a giugno 2022.
Ranucci ha inoltre ricordato il lungo confronto legale sostenuto in anni di inchieste: oltre 240 atti di citazione, querele e mediazioni, e ha rivendicato di aver