Economia e sicurezza guidano le ansie degli italiani: il sondaggio Piepoli e le ricadute sui partiti

A poche settimane dalla ripresa delle attività e a un anno dalle elezioni, gli italiani pongono al centro dell’agenda pubblica due preoccupazioni principali: le difficoltà economiche e, con una rilevanza in crescita, la sicurezza. È il quadro che emerge dall’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli, illustrato dal presidente Livio Gigliuto in un’intervista pubblicata mercoledì 26 agosto 2026.

Secondo Piepoli, il tema economico resta in testa alle preoccupazioni in modo trasversale: bollette, carburanti e spesa alimentare sono i nodi che maggiormente incidono sull’opinione pubblica. Accanto a questo, però, si registra una novità rispetto al 2022: la sicurezza è passata dal quinto-sesto posto fino a diventare la seconda preoccupazione nazionale, ed è ormai elemento che può condizionare le scelte di voto.

Gigliuto evidenzia come la nuova sensibilità sulla sicurezza riguardi anche i più giovani e l’area del Nord. Tra le paure che emergono vengono citate baby gang, i cosiddetti “maranza” e episodi di microcriminalità che creano disagio a chi frequenta le città la sera.

Sul piano politico, il centrodestra tenta di collegare i due temi — economia e sicurezza — sostenendo che le criticità sull’immigrazione e sulla sicurezza ostacolerebbero la soluzione delle difficoltà economiche. Il confronto ha già avuto occasioni pubbliche, ricorda Gigliuto, ma con risultati variabili, come nel caso del referendum sulla magistratura, dove il tentativo di legare immigrazione e sicurezza non ha avuto esito positivo.

Il centrosinistra, secondo il presidente di Piepoli, ha finora lavorato meno sul programma in materia di sicurezza e dovrà comunque misurarsi con il tema, oltre a puntare su misure economiche come il salario minimo. Su un punto Gigliuto è chiaro: la risposta alla questione della sicurezza deve essere formulata in modo netto e non negazionista.

Quanto ai movimenti politici emergenti, per Piepoli la crescita di Futuro Nazionale guidata da Vannacci pare essersi arrestata rispetto alle settimane precedenti: il suo partito viene stimato intorno al 6,5%. Sebbene non si tratti di una quota trascurabile, Gigliuto avverte che il peso politico di Vannacci su temi come la sicurezza potrebbe comunque mettere in difficoltà la coalizione di centrodestra.

Il dossier affronta anche il tema della guerra in Ucraina e dell’invio di armi: gli italiani restano prevalentemente contrari a un coinvolgimento militare diretto. Pur esprimendo in passato un forte sostegno politico a Kiev, l’opinione pubblica mostra oggi più riserve sull’invio di armi; un aiuto economico viene invece considerato più accettabile.

Nei numeri del sondaggio cambiano anche i livelli di fiducia verso i leader internazionali: all’inizio del conflitto la fiducia in Volodymyr Zelensky era molto elevata, mentre Vladimir Putin registrava percentuali molto basse, intorno all’8-9%. Oggi, riferisce Piepoli, la fiducia in Zelensky si attesta al 32% e quella in Putin al 15%, con una progressiva diffusione di dubbi anche sull’operato del presidente ucraino. Sul piano dei partiti, il sentimento pro-Zelensky è più marcato nel centrosinistra; Vannacci, Salvini e, in misura differente, il Movimento 5 Stelle mostrano invece sensibilità più orientate verso la Russia.

Infine, sulle primarie del centrosinistra Piepoli ha rilevato uno scenario di confronto principalmente tra Giuseppe Conte e Elly Schlein. In tutti i test effettuati Conte risulta avanti rispetto a Schlein: oltre al consenso proprio, avrebbe raccolto circa un quarto dei voti dell’elettorato del Partito Democratico, mentre Schlein acquisirebbe circa la metà dei voti dem. Anche inserendo nel confronto altri leader come Fratoianni, Bonelli e Renzi, il risultato rimane sostanzialmente un testa a testa con Conte in vantaggio.

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